ROMA, 23 NOVEMBRE (BTg24)Assalto nella notte al tribunale di Velletri,  dopo  l’ultima udienza del processo per lo stupro di una ragazza romana Micaela di 17 anni avvenuto la sera di Ferragosto del 2009 a Tor San Lorenzo, devastato dai parenti di tre giovani condannati a 8 anni e 6 mesi per stupro di una minorenne.

Le prime avvisaglie sono cominciate nella prima serata, quando nel piazzale Giovanni Falcone, davanti al palazzo di Giustizia, si sono radunate alcune decine di persone in attesa della sentenza. I carabinieri in servizio al Tribunale hanno chiesto una prima volta rinforzi, ma nessuno poteva immaginare il putiferio che si è scatenato dopo le 21.

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Alla notizia della condanna dei tre giovani, i loro parenti hanno prima sfondato la vetrina del portone principale del Tribunale e poi, devastando ogni mobile che trovavano sulla loro strada, e in più hanno assediato l’aula del processo al primo piano. Un altro gruppo di agitati è sceso nei sotterranei, dove ha danneggiato numerose vetture.

La situazione è diventata incandescente: dalle caserme dei Castelli, ma anche di Colleferro e Palestrina, il colonnello Rosario Castello, comandante del Gruppo di Frascati, ha mobilitato con grande rapidità decine di carabinieri, mentre agenti di polizia arrivavano da Albano e persino da Roma. C’era inoltre da garantire l’incolumità del collegio giudicante (Ferramosca, il presidente, Mascolo) e inoltre era ancora in ufficio il viceprocuratore Giuseppe Travaglini.

Sul piazzale, di fronte alle cariche delle forze dell’ordine, i parenti dei tre condannati, armati con le basi di metallo dei cestini dell’immondizia, si sono divisi in più gruppi, uno dei quali è entrato nell’androne di un palazzo adiacente al tribunale seminando il panico tra gli inquilini.

Da una parte una cinquantina tra famigliari e amici dei gemelli ventenni Emiliano e Nicolas Pasimovich, nati in Argentina, ma cittadini italiani, e di Maurizio Sorrentino, 21 anni, di Torre Annunziata: abitano tutti a Torvaianica. Dall’altra un centinaio tra carabinieri e poliziotti giunti anche dal litorale in sostegno ai colleghi del presidio del tribunale.

L’ Associazione nazionale magistrati ha condannato “con sgomento e indignazione” la notizia del tentativo di aggressione contro i giudici del Tribunale di Velletri: Sabrina Lorenzo, Bianca Ferramosca, Gilberto Muscolo, e degli agenti in aula. “Come in molti altri casi di attacchi personali, intimidazioni, minacce rivolti a magistrati impegnati nel loro lavoro – scrive l’Anm – anche in questo ennesimo, intollerabile atto non è difficile individuare gli effetti di una lunga e irresponsabile campagna di delegittimazione della magistratura e delle sue decisioni. L’episodio, che addirittura ha visto il tentativo da parte dei facinorosi di entrare nella camera di consiglio, dove ha dovuto rifugiarsi per evitare danni fisici anche il pubblico ministero di udienza Giuseppe Patrone, non ha avuto conseguenze ancora più gravi solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine. La vicenda ripropone con forza il problema delle misure di sicurezza degli uffici giudiziari e della presenza delle forze dell’ordine nelle aule, troppe volte sguarnite o presidiate in modo del tutto insufficiente”.

Una battaglia durata più di un’ora senza precedenti nella zona dei Castelli e terminata con un bilancio pesante: 20 arresti, dodici uomini e otto donne, sei feriti tra le forze dell’ordine, ingentissimi danni agli uffici giudiziari.

Gli arrestati sono stati portati ai carceri di Velletri e Regina Coeli.

Luana Scialanca