LECCE, 23 NOVEMBRE (BTg24) – Quando una bravata si trasforma in una tragedia, quando gli amici diventano gli aguzzini. È quello che è successo ad una ragazza sedicenne di Brindisi. La giovane in compagnia di due amici, aveva deciso di marinare la scuola e con due amici, due compagni, avevano stabilito di recarsi a Lecce, come abitudine tra gli scolari della città che saltano la scuola, per fare shopping.

Un giro in città e poi tra una bevuta ed un’altra sono rientrati in stazione, ubriachi. Il fatto è avvenuto dei bagni della stazione, dove i due baby stupratori, uno coetaneo della vittima e l’altro diciottenne hanno consumato la violenza.

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Sono le 14 e 30. La sedicenne deve andare in bagno, ed entra nella toilette. I due amici, confidando sulla confusione del momento, la seguono e lei non se ne rende conto. E lì si consuma la violenza La gente, lo stridore delle ruote sui binari, la voce dell’altoparlante coprono le urla e le richieste di aiuto della 16enne. Poi tutto finisce, e lei tenta di salire su quel treno, mentre i suoi presunti aggressori sono già a bordo. La abbandonano nell’ultimo vagone, dove poco dopo viene ritrovata, ubriaca, in evidente stato di shock. Piange, è disperata. L’uomo chiama allarmato il 118. I sanitari la trasportano nel nosocomio leccese, per sottoporla ad una visita approfondita. Ai medici la giovane racconta la sua terribile verità. Fa i nomi dei suoi amici, i quali sono quindi già stati identificati, ma verso i quali non è partita nessuna ordinanza, in quanto è ancora tutto da accertare.

«Ero ubriaca e non sono riuscita a impedirglielo» avrebbe raccontato la ragazza agli uomini della Squadra mobile. E gli accertamenti in ospedale avrebbero confermato la violenza. Ora da stabilire le colpe dei giovani e le stesse responsabilità della ragazza. Un giorno all’insegna della noia e della voglia di trasgressione può purtroppo ancora diventare un incubo, un episodio indelebile che marcherà la vita dei protagonisti, che nonostante l’apparente vicinanza affettiva non hanno esitato a colpire.

Alessandra Scarciglia