CAIRO, 22 NOVEMBRE – Un incendio è divampato ieri nella sede dell’Assemblea nazionale per il cambiamento, il partito di Mohammad El Baradei (strenuo oppositore di Mubarak nei giorni della Primavera araba), che si trova nei pressi di Piazza Tahrir, vicino alla sede del ministero egiziano degli Interni.

Un testimone ha spiegato che il rogo si è sviluppato nell’appartamento, dove le finestre erano chiuse, come riferisce il sito del quotidiano Youm 7. In tarda serata la situazione è ritornata tranquilla in piazza Tahrir al Cairo, dove le agenzie di stampa estere non hanno segnalato scontri. Numerose le ambulanze impegnate a soccorrere e medicare i feriti. Le forze di sicurezza egiziane hanno sparato lacrimogeni per impedire ai manifestanti di marciare verso il ministero dell’Interno, racconta Al Arabiya.

E il ministero della Salute egiziano corregge il bilancio delle vittime, salite a 22. A piazza Tahrir gli scontri si sono concentrati soprattutto nella parte sud-ovest. Gli agenti hanno presidiato via Mohamed Mahmoud, che si trova a poca distanza dal ministero. Secondo alcuni corrispondenti del quotidiano egiziano Al-Masry al-Youm, nella piazza c’erano almeno 4mila dimostranti. In tarda serata ha avuto liogo un Consiglio dei ministri straordinario in Egitto in seguito ai violenti scontri di piazza Tahrir.

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Secondo quanto dice il Movimento 6 aprile, i feriti sarebbero già oltre mille. Gli attivisti del movimento smentiscono così il bilancio ufficiale delle violenze. “Il Consiglio militare al governo in Egitto dalle dimissioni Mubarak a febbraio, sta trattando i giovani della rivoluzione con estrema violenza”, afferma un portavoce, Afifi, precisando che gli attivisti del Movimento “sono presenti in piazza in gran numero”. La crisi degli ultimi giorni, sottolinea, è il risultato del “fallimento del Consiglio supremo delle Forze armate nel gestire la fase di transizione”. Il predicatore salafita egiziano e candidato alla presidenza Hazem Abu Ismail ha invitato i suoi sostenitori a partecipare alle proteste di piazza Tahrirper “raggiungere gli obiettivi della Rivoluzione di gennaio”.

Quasi tutte le venti vittime degli scontri, secondo il governo, sono state uccise con colpi d’arma da fuoco. Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario alla Sanità Hesham Shiha, intervenuto ai microfoni di una delle reti della tv satellitare Al Jazeera. Un gruppo di giovani egiziani, a bordo di alcune moto, ha lanciato questa mattina alcune bombe molotov contro le forze della sicurezza impegnate in piazza Tahrir al Cairo. Lo riferisce l’inviato della tv satellitare Al-Arabiya. Intanto, secondo gli esponenti del Movimento 6 aprile presenti in piazza, a provocare oggi gli incidenti sono stati gli uomini dell’esercito, perché “i manifestanti avevano rispettato la tregua raggiunta ieri sera”.Aumenta il bilancio delle vittime degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in piazza Tahrir al Cairo. Secondo una nota del ministero della Sanità egiziano, finora le vittime sono 20, mentre i feriti sarebbero 425. Cifre molto diverse rispetto a quelle fornite in precedenza da un’associazione di medici volontari, che aveva parlato di 15 morti e 1500 feriti.

Chiara Arnone