BOLOGNA, 22 NOVEMBRE – Tutta Italia è completamente immersa nella crisi ormai da un po’ di tempo a questa parte. Ma Bologna sembrava ancora una piccola isola felice in questo caos economico che ha sconvolto intere nazioni. Fino a qualche giorno fa. Fino a quando la Cisl non ha pubblicato dei dati piuttosto preoccupanti e, quasi esplosivi. Al 30 giugno 2011 i disoccupati, tra i 15 e i 34 anni, nella provincia di Bologna sono 70.636 contro i 41.761 del lontano, e beato, 2006, con un aumento del ben 69,1%. E per fortuna che la fase più dura della crisi “l’avevamo passata!”.

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La città universitaria per eccellenza fa i conti con una crisi senza precedenti, e stavolta sono coinvolti proprio tutti. Uomini, donne e stranieri. Tra questi ultimi, infatti, c’è stato un notevole incremento della perdita di lavoro, sempre secondo i dati Cisl, del circa 131%: gli stranieri disoccupati sotto le Due Torri, sono passati dai 9.295 del 2006 ai 21.445 del 2011. Più colpiti sono gli uomini rispetto alle donne – +87,3% i primi contro il +55,4% delle seconde.

E la situazione non migliora, purtroppo, per chi un lavoro ce l’ha. Sono in aumento, infatti, le tipologie di contratto instabili, precarie, e che non portano a pochissime, se non nulle, prospettive per un futuro roseo: sono in forte calo i contratti a tempo indeterminato – solo il 15,7% del totale – mentre crescono a dismisura i contratti a termine (+ 48,2%), i contratti di somministrazione (+14,3%) e i Co.Co.Co. e Pro (+10,6%).

Sono cifre che spaventano e sulle quali la Cisl di via Mazzini ha intenzione di lavorarci in vista del confronto sul Piano strategico insieme al nuovo governo Monti che, secondo il segretario del sindacato Alessandro Alberani, induce speranza e ottimismo perché “è formato da persone di grande competenza, ma non possiamo pensare di non muoverci anche a livello locale, con richieste precise al Comune e al mondo dell’industria”. Per farsi che tali cifre diminuiscano sotto le Torri sono necessari, sempre secondo il segretario Cisl, strumenti di monitoraggio della crisi e il Patto del lavoro costruito ad hoc per il territorio bolognese, che intervenga sulle imprese locali concedendo loro fiducia ma, soprattutto, flessibilità. “Bologna – ha aggiunto Alessandro Alberani – è ormai nell’alveo delle città duramente colpite dalla crisi. Una volta, eravamo fuori da queste dinamiche. Dal cambio di governo a livello nazionale, pur nella preoccupazione legata alla situazione, ci sentiamo rassicurati, sono persone di grande competenza. Ma – ha concluso – non possiamo pensare di non muoverci a livello locale”.

Federica Palmisano