LIMA, 20 NOVEMBRE E’ mistero su una piccola mummia ritrovata due anni fa a 3250 metri vicino al monte Viracocha (dal nome della massima divinità Inca) in Perù. L’antropologo Renato Davila Riquelme, direttore del Museo “Ritos Andinos”, in base ad alcuni parametri fisici, ipotizza che possa trattarsi addirittura di un alieno. A sostenerlo è l’antropologo Renato Davila Riquelme, direttore del Museo privato «Ritos Andinos», che si trova nel distretto di Andahuaylillas, nelle vicinanze di Cuzco.

La notizia viene riportata dai media locali. La mummia, probabilmente una vittima sacrificale, è alta circa 50 centimetri ed ha una testa triangolare sproporzionata rispetto al resto del corpo. Le cavità oculari sono molto grandi rispetto alla composizione generale del volto. E anche se la fontanella ‚ aperta (spazio di unione delle ossa del cranio), tipico dei neonati, ciò che evidenzia che non si tratterebbe di un bambino piccolo ‚ la presenza dei molari.

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La notizia ha trovato grande diffusione sui media locali. La mummia, probabilmente una vittima sacrificale, è alta circa 50 centimetri ed ha una testa triangolare sproporzionata rispetto al resto del corpo. Le cavità oculari sono molto grandi rispetto alla composizione generale del volto. E anche se la “fontanella” è aperta, tipica dei neonati, la presenza dei molari evidenzia che non si tratterebbe di un bambino.

Inoltre l’antropologo spiega che alcune “alette”, larghe due centimetri, nella parte bassa del mascellare superiore, rappresentano una caratteristica mai trovata in alcuna etnia. Secondo Davila Riquelme, “medici russi e spagnoli l’hanno gia’ analizzata descrivendola come la mummia di un extraterrestre e per questo hanno deciso di sottoporla ad ulteriori studi”.

Chiara Arnone