ROMA, 18 NOVEMBRE Mentre in tutte le sale cinematografiche esce il film di David PetrucciCane Pazzo“, dove riveste il ruolo di un giornalista ossessionato dalla ricerca di un serial killer, nella vita reale l’attore Giuseppe Schisano ha deciso di compiere un passo importante e fondamentale per la propria vita.

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Da oggi è diventato Vittoria, facendo una mutazione di sesso. E’ lo stesso attore a confermarlo: “La mia anima è donna, ora mi sento molto più normale di prima. Spero ora mi arrivino ruoli femminili“.

Sulla scelta del nome Vittoria, l’attore argomenta così: “L’ho sentito naturalmente mio e spero che porti bene a me e a tutti coloro che intraprendono un cammino di consapevolezza a qualsiasi livello per essere se stessi senza paura“.

L’attore, poi continua e tocca il delicato tema della transessualità che tratta così: ” non deve più ricondurre l’immagine mentale alla prostituzione. Io voglio portare un messaggio di diversa normalità. Se anche avessi fatto l’ingegnere, avrei continuato a farlo da donna e così sarà per il mio lavoro di attore“.

A questo radicale cambiamento l’attore ci è arrivato dopo un lungo percorso personale, in cui confessa: “ho sempre sentito molto forte in me il lato femminile e l’ho nascosto a me stesso per anni e anni prima che agli altro. Quando sei giovane non capisci precisamente quello che senti ed anzi estremizzi l’opposto. Così ho fatto mascolinizzandomi sempre più. Mi sono fatto crescere la barba e sono andato in palestra a sviluppare muscoli e ho assunto un atteggiamento più maschile di quello che avrei avuto naturalmente“.

Una confessione a cuore aperto quella che fa l’attore all’agenzia AdnKronos, a cui racconta: ” Sul set di Cane Pazzo, film nel quale il mio personaggio, platealmente eterosessuale, doveva più che mai trasferire l’immagine di un uomo vissuto, sciupato sono andato letteralmente in crisi. Mi guardavo allo specchio e non riuscivo a riconoscermi. Mi piaceva l’uomo che vedevo, ma come mio fidanzato, non come me stesso“.

Proprio il film “Cane Pazzo” ha fatto scoppiare dentro di lui questo desiderio di trasformarsi in Vittoria; desiderio che ha raccontato prima di tutto ai suoi amici ( la famiglia che ti scegli da grande) e poi immediatamente alla sorella, di cui racconta così: ” Lei rappresenta il modello di donna. E’ più grande di me e mi è sempre stata vicina. Anche in questa occasione mi ha incoraggiato, mi ha aiutato a smettere di piangere. Mi ha detto che Giuseppe o Vittoria sarei stato sempre io e avrei avuto da lei l’amore di sempre. Poi sono andato a Napoli dai miei ed è stato molto più difficile, ma non volevo che sapessero della mia scelta dai giornali. Ho cercato di spiegare a mia madre che non è una imperfezione diventare donna, ma che è, piuttosto, la mia perfezione“.

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Sempre ad AdnKronos l’attore racconta gli ultimi anni della sua vita, anni durante i quali è passato dall’eterosessualità all’omosessualità, senza mai trovare realmente se stesso. “Non era neppure questa la mia verità, perché il punto è che io non mi sento uomo. Quando sono andato dal medico per cominciare la cura ormonale che precede l’intervento chirurgico, si è stupito che io non l’avessi già intrapresa da tempo perché dalle analisi risultava già che i miei ormoni femminili sono superiori a quelli maschili” sono queste le parole dell’attore, che da oggi ha cambiato nome, ma sopratutto vita.

Ora Vittoria spera solo che il cinema possa regalarle dei ruoli in cui poter esprimere la sua vera natura e la sua vera anima nel cinema.

Un’anima in pena che finalmente ha trovato la sua reale condizione.

Emanuele Ambrosio