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TORINO, 18 NOVEMBRE – Telenovela Calciopoli, puntata duemila e settecento o giù di lì. Non sono bastati più di cinque anni a dirimere le questioni e sanare le ferite del più grande scandalo della storia del calcio italiano, e siamo ben lungi dal poter considerare finita questa querelle. A Napoli vanno avanti i processi, con sentenze penali dure agli albori ma che sicuramente si mitigheranno andando avanti negli organi di giudizio e negli anni. Nel mentre, però, continua l’insanabile scontro triangolare tra Agnelli, Moratti e la FIGC.

Il motivo del contendere tra bianconeri e nerazzurri è ovviamente il fantomatico scudetto 2006, stracciato dall’albo d’oro della Juventus e finito in quello dell’Inter. Tra la Juve e la FIGC, invece, la battaglia si combatte sui danni economici e di immagine subiti dalla Juventus a seguito dello scandalo. Agnelli, paladino bianconero, combatte questa doppia crociata in nome della Juventus: stuzzica Moratti per il celeberrimo scudetto “di cartone” ed intanto cita in giudizio la FIGC chiedendo un risarcimento record. Ed in tutto questo, auspica la creazione di quello che ha definito Il Tavolo della Pace , ovvero una vera e propria assemblea che riesca finalmente a distendere gli animi dopo cinque anni di sanguinose lotte legali e verbali. Un vero e proprio balletto insomma, tra microfoni, tribunali e carte bollate che sicuramente non fa bene all’immagine, già di per sé vituperata, del nostro movimento pallonaro. La risposta a questa ennesima idea-provocazione di Agnelli è stata almeno in parte positiva: Abete l’ha interpretato come un segnale distensivo, mentre l’avvilito Petrucci, che nei giorni scorsi aveva usato la durissima espressione “doping legale” per configurare il momento attuale del calcio italiano, non si è ancora espresso, ma ha riconosciuto almeno una semi-distensione dei toni.

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L’Inter, intanto, prepara il suo atteggiamento: accetta il tavolo a condizione che non si ripassi sopra la ri-assegnazione del titolo 2006, che Moratti sente suo per diritto d’onestà e che pare tutt’altro che intenzionato a cedere. La stessa linea fu tenuta dai nerazzurri la scorsa estate, quando il clima presentava gli stessi sentori di veleno e il patron della Fiorentina Della Valle, per cercare di ammorbidire la dura scorza che da cinque anni pare caratterizzare i rapporti tra le società della Serie A, aveva lanciato un appello simile. Insomma, il tempo passa e quasi niente cambia: Agnelli continua a cercare giustizia a destra e a manca, invocando l’interessamento della Corte dei Conti per quantificare i danni di pecunia patiti dai bianconeri in seguito alle sentenze sportive del 2006 e cercando in ogni modo di sensibilizzare la FIGC verso l’ormai stancante querelle sul titolo assegnato all’Inter. L’obiettivo di questo tavolo politico della pace potrebbe essere quelli di cercare di ammorbidire proprio la Federazione, che in cambio di una “rivisitazione” sull’inchiesta economica potrebbe rivedere le sue idee sull’albo d’oro. E intanto, l’Inter ha uno scudetto in più che non ha intenzione di mollare. Quindi, signori, allacciamoci malinconicamente le cinture: siamo solo all’inizio di un’altra cruenta ed infinita battaglia.

Alfonso Fasano