Un impianto di produzione di isotopi ungherese potrebbe essere la fonte principale della fuga di iodio che ha prodotto la nube radioattiva e invaso i cieli dell’Europa. L’AEIA, Agenzia Internazionale per il Nucleare, avrebbe individuato la fonte nell’Istituto di Budapest, che produce radioisotopi per la ricerca e l’utilizzo industriale. La paura più grande è che vi possa essere un rischio di contaminazione.

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VIENNA, 18 NOVEMBRE – Da diverse settimane una nube di Iodio 131 radioattivo persiste nei cieli europei. La nube radioattiva si è diffusa nell’Europa centrale, dalla Polonia alla Francia, procedendo per la Germania e l’Austria e raggiungendo anche la Svezia e la Repubblica Ceca.  L’ultimo allarme è stato lanciato il 16 novembre, quando tracce di I-131 sono state rilevate nel Nord e nell’Est della Francia.

In un comunicato dell’AEIA, Agenzia Internazionale per il Nucleare, gli esperti hanno dichiarato che “Il livello di iodio-131 rilevato in Europa è molto alto ma non ci sono preoccupazioni per la salute della popolazione”, cercando di non creare troppi allarmismi, in quanto il livello di radiazioni disperso nell’aria non è preoccupante per la salute umana. Dopo lo scoppio di Fukushima, le preoccupazioni sarebbero normali: quali quindi, i rischi reali?

La sostanza radioattiva può essere cancerogena solo in dosi elevate, e solo in questo caso può contaminare prodotti come latte e verdure. Gli esperti ritengono che le radiazioni rilevate possano provenire da laboratori medici o addirittura sottomarini nucleari.

L’AEIA continua a lavorare sul caso, per capire l’origine di queste radiazioni. “Le autorità di Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia, Germania, Svezia, Francia e Polonia, cioè i Paesi maggiormente interessati, negli ultimi giorni hanno continuato a misurare livelli molto bassi di iodio-131 nell’atmosfera”. Per il momento è certo che Fukushima non sia la causa.

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L’ipotesi più accreditata è che la fuga di radiazioni provenga dall’Istituto di Budapest HAEA, l’Hungarian Atomic Energy Authority, produttore di radioisotopi per la salute, la ricerca e per applicazioni industriali. Sarebbe stata la stessa HAEA a informare gli esperti austriaci del rilascio di radiazioni, che pare sia avvenuto dall’8 settembre fino al 16 novembre. Nessuno però ha segnalato il grave incidente.

Per l’Italia, l’AEIA comunica che “E’ in corso un’inchiesta sulle cause che hanno portato al rilascio dell’elemento nell’atmosfera. Come accennato in precedenza, i livelli di I-131 che sono stati rilevati in Europa sono estremamente bassi. Non vi è alcun problema di salute alla popolazione”.

L’ONU attende imminenti spiegazioni dall’Ungheria per la vicenda e sulle eventuali misure che dovranno essere attuate.

Sabrina Brandone