ROMA, 18 NOVEMBRE – Gli studenti sono scesi nelle piazze di tutta Italia nella Giornata internazionale per il diritto allo studio per manifestare contro le banche e il sistema finanziario. Slogan contro Monti e il nuovo governo, lanci di uova contro il Senato. Diversi scontri sono avvenuti con le forze dell’ordine, che hanno causato qualche ferito.
VIDEO REPORTAGE MANIFESTAZIONE 17 NOVEMBRE

Dalla Sicilia a Trieste, gli studenti sono scesi in piazza, insieme con i Cobas, in 70 città. A manifestare in piazza sono state 150.000 persone. La maggiore partecipazione a Napoli con 20mila presenze, Roma 15mila, Torino e Milano 10mila, Bari e Bologna 5mila. Il simbolo della maschera di V, che significa “Vendetta”, è stato anche in quest’occasione il simbolo di protesta degli indignati. “La crisi va pagata da chi l’ha provocata” hanno urlato i giovani che a Milano, mentre tentavano di raggiungere l’Università Bocconi. Un messaggio, questo, al premier Monti, che ne è stato Rettore e presidente.

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Il neoresponsabile dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha voluto rispondere ai giovani manifestanti: “Voglio essere il ministro dell’ascolto e del dialogo, ma condanno ogni forma di violenza”, ha dichiarato. “Per questo governo, e per me, i giovani rappresentano una grande risorsa. E’ mia intenzione ascoltare con attenzione e interesse tutte le voci del mondo della scuola e dell’università che vogliano essere propositive. Mi rendo disponibile a incontrarle a breve. Da professore sono abituato ad ascoltare gli studenti, le loro aspettative e speranze sono legittime”. Profumo ha terminato dicendo che “Scuola, università e ricerca restano presidi strategici per assicurare all’Italia un futuro solido e prospero, per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie ambizioni”. Ad aggiungere caos nelle città anche lo sciopero del trasporto pubblico.

Sabrina Brandone