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BRESCIA, 16 NOVEMBRE – Alle 6:40 di ieri mattina finalmente Anna ha rivisto la luce. Parliamo di Anna Bonini, la speleologa bresciana di 36 anni intrappolata da domenica pomeriggio in una grotta sull’altopiano di Cariadeghe a 250 metri di profondità.

Le operazioni di salvataggio erano cominciate nel secondo pomeriggio di domenica. La speleologa aveva passato un’altra notte nelle viscere della terra. Nemmeno lunedì i volontari del Soccorso alpino fra cui quelli di Bergamo sono riusciti a riportarla in superficie. La malcapitata, che ha riportato una frattura biossea della caviglia sinistra cadendo da un’altezza di circa tre metri, ha atteso fino a stamani, quando i soccorsi hanno completato le operazioni di salvataggio. La donna è stata trasportata all’ospedale ed è in buone condizioni di salute. Per il suo salvataggio sono state allargate alcune fessure di roccia molto strette con l’uso di micro cariche, per consentire il passaggio della barella. Non era rimasta sola, a tenerle compagnia due membri della sua equipe, mentre altri tre erano usciti ad allertate il soccorso. Momenti da incubo, ma fortunatamente con il lieto fine, nonostante la paura che una passione si trasformasse in una condanna a morte.

Ha avuto dal primo istante parole di gratitudine nei confronti di chi l’ha salvata, l’ha tirata fuori e soprattutto ha manifestato la volontà di tornare alle sue escursioni. “Io mi sento bene, certo sono un po frastornata – ha detto Anna – in tutte queste ore però mi sono anche riposata, hanno fatto tutto loro”. Per eseguire l’intervento  sul  territorio sono state necessarie 84 persone tra medici e tecnici, con una turnazione di circa dodici ore ciascuno, in un intervento lungo 35 ore, di cui 25 di trasporto in barella. “Sono stati i miei eroi, con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata. Chiedo scusa, ringrazio tutti, ma voglio davvero chiedere scusa per il lavoro che ho causato.”

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Certamente le forze impiegate dai soccorritori sono state inesauribili, ma lei stessa ha mantenuto i nervi saldi e una grande forza d’animo, la stessa forza d’animo che ha dimostrato rispondendo ai tanti che le domandavano se fosse tornata a svolgere la sua attività: “Adesso sono un po’ spaventata, ma credo di sì, certo, è la mia passione, è vero ho avuto un incidente ma chi cade deve rialzarsi e continuare”.

Alessandra Scarciglia