[ad#Juice 120 x 60]

VARESE, 16 NOVEMBRE – E’ giallo a Varese: una donna di trentacinque anni, Marianna Ricciardi, è stata massacrata in casa, colpita a morte alla testa. Una figlia di sette anni e un marito camionista, la donna era impiegata presso una cooperativa che si occupa dell’assistenza agli anziani. Ancora difficile la ricostruzione dell’omicidio.

A lanciare l’allarme, la mamma della donna uccisa: “Marianna non è ancora venuta a prendere la bambina dopo la scuola. Non è da lei. A casa sembra non ci sia nessuno. Al telefono non risponde e non mi risponde nemmeno al citofono, sono preoccupata”. A trovarla, sul pavimento del salotto di casa sua, in una pozza di sangue, il marito Luca Pittaro, primo sospettato a essere stato interrogato in caserma a Busto Arsizio. I vicini di casa hanno sentito le urla disperate del marito quando è entrato in casa. Pittaro, intorno alle sei e mezzo, è andato a casa, nel quartiere residenziale di villette alla periferia di Samarate, ma la porta dell’ingresso era chiusa dall’interno, con le chiavi inserite nella serratura. Questo, per gli investigatori, è l’elemento fondamentale per ritenere che la donna conoscesse il suo assassino. Tutto l’isolato è stato chiuso per facilitare il lavoro degli uomini della Scientifica, coordinati dal magistrato Mirko Monti, impegnati nel cercare impronte ed elementi.

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Oggi sono attesi anche i tecnici del Ris di Parma. Nella notte gli inquirenti hanno interrogato un amico della donna. Una coppia semplice e riservata, quella di Marianna e Luca, con una figlia di sette anni, ora affidata a dei parenti. Ma soprattutto una coppia impegnata nel volontariato. Il sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani in una dichiarazione a Varese News: “La conoscevo bene, era la responsabile di una centrale del servizio Televita. Avevamo fatto una riunione proprio due giorni fa perché stavamo predisponendo un piano di ristrutturazione del servizio. Era una bravissima donna, una gran lavoratrice. Sempre gentile e educata. Proprio non mi capacito di cosa possa essere successo”.

Sabrina Brandone