CRISI | Indignados, dispersi i manifestanti di Occupy Wall Street


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NEW YORK, 16 NOVEMBRE – Gli Indignados di Occupy Wall Street non vogliono mollare e promettono di rioccupare Zuccotti Park.  Nella notte di ieri c’è stato lo sgombero forzato da parte della polizia, che ha circondato la zona con barriere umane, mentre i dimostranti si sono chiusi a protezione del parco, annunciando una nuova occupazione esattamente da dove l’avevano lasciata. Oltre cinquanta le persone arrestate dopo l’intervento di centinaia di poliziotti.

Il sindaco di New York Michael Bloomberg, ha definito la situazione intollerabile: “Il parco è diventato un luogo, dove le persone non si riunivano per protestare ma solo per violare la legge e in alcuni casi far del male agli altri”, ha dichiarato il sindaco Bloomberg in un comunicato diffuso dopo lo sgombero. Bloomberg ammette che «la maggioranza dei manifestanti era pacifica» ma “c’era una minoranza che non lo era affatto e con l’aumento dei manifestanti questo ha creato una situazione intollerabile”. I manifestanti, ha aggiunto, “dovranno occupare lo spazio con la forza delle loro idee”. Terminate le operazioni di pulizia i dimostranti potranno tornare a Zuccotti Park, assicura Bloomberg, ma “dovranno rispettare le regole”. Non ci saranno più “tende, sacchi a pelo e materassi”.

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I manifestanti restano in attesa della sentenza del giudice federale della corte suprema di New York, che dovrà decidere sul rientro dei manifestanti nel parco, dopo che un gruppo di avvocati, vicini al movimento di Occupy Wall Street, aveva contestato la decisione della polizia di bloccare l’accesso al parco dopo lo sgombero forzato. Gli Indignados made in America, che domani avrebbero celebrato i due mesi dall’inizio dell’occupazione, promettono “riporteremo le nostre tende a Zuccotti Park”.

Sabrina Brandone

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