GENOVA, 14 NOVEMBRE – Ancora pochi gli elementi per riuscire ad individuare le motivazioni che il 9 novembre scorso hanno portato Emanuela Lenaz, 53enne genovese, e sua madre Clementina, 80, a buttarsi giù dal balcone  della loro abitazione del quartiere più elegante della città, in via De Gasperi, ad Albaro,  perdendo la vita.

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Solo un biglietto e poche parole, che risultano vuote ed insignificanti, rivolte ai familiari: “Perdonateci. Non ce la facciamo più”.  Le donne si sono tolte la vita senza un apparente motivo, ma a pochi giorni dal loro terribile gesto, fa capolino la pista dei satanisti.

Emanuela, molto impegnata nella sua città, una grande passione per cuccioli e cani abbandonati, negli ultimi tempi aveva, infatti, dimostrato una grande passione per gruppi death e heavy metal, ispirati a Marilyn Manson, musica con qualche simpatia per satanismo e demonismo. E così, dietro il gesto estremo di Emanuela e della madre potrebbe esserci proprio questa nuova passione, secondo quanto racconta il “Corriere della Sera”.

Da qualche settimana Emanuela aveva manifestato l’intenzione di promuovere un gruppo musicale “dark” savonese, i Lethal Poison (Veleno mortale), finanziando un loro disco. Con la band era venuta in contatto per caso, in occasione di un concerto alle piscine di Albaro, dove la donna aveva un centro di assistenza per cani randagi. Le erano piaciuti e aveva cominciato il suo rapporto con loro. «In fondo — aveva scritto ai ragazzi della band su Facebook — sono una rockettara». «A mia madre piaceva molto la musica— dice la figlia ventenne Francesca —, ma di questi contatti con i gruppi metal io so solo che erano molto recenti. Mia mamma soffriva di una sindrome bipolare con momenti di grande euforia ai quali si alternavano profonde depressioni ».

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Il 30 settembre, ha caricato video di gruppi death e heavy metal, musica ispirata a Marilyn Manson, che strizza l’occhio al satanismo fra simboli demoniaci, sangue e croci. Ha qualche rapporto questo suo ultimo entusiasmo per gli ambienti dark con la sua morte?  Dopo aver creduto che le donne soffrissero di gravi problemi, non economici, ma psicologici, legati al carattere e soprattutto all’alcolismo della figlia, che le aveva portate a vivere in solitudine la loro sofferenza, si fa strada questa ipotesi, ponendo ancor di più un’area tetra a questa Genova che nell’ultimo periodo, tra tragedie familiari e catastrofi naturali, ha visto andar via per sempre molte persone.

Alessandra Scarciglia