PADOVA, 14 NOVEMBRE – Una difficile situazione familiare, due amiche adolescenti, un pusher: un mix letale. Una brutta storia e non a lieto fine.

[ad#Juice 120 x 60]

È  successo a Padova, dove due ragazzine, 16 e 17 anni, vicentine, appartenenti a famiglie perbene, avevano deciso di provare “qualcosa di forte”. Decise ad acquistare delle sostanze stupefacenti, sono andate ai giardini dell’Arena, punto di ritrovo e smercio degli spacciatori, dove sono state avvicinate da un extracomunitario. Tabari Taher, clandestino originario della Tunisia, senza fissa dimora, dopo aver parlato con loro e avergli fornito della cocaina, l’avrebbe provata insieme alle sue clienti, così da far vedere immediatamente l’effetto.

Successivamente l’uomo avrebbe condotto le due ragazze in una zona isolata del parco, dove ha iniziato prima a palpeggiarle nelle parti intime e poi ha costretto la più giovane ad un rapporto sessuale non protetto.

Prese dalla disperazione e dallo sconforto, una volta ripresesi dallo “sballo”, le giovani hanno tentato di togliersi la vita. Sono fuggite in lacrime andando a nascondersi in uno scolo di acque reflue lungo l’argine del fiume Piovego e lì hanno tentato il suicidio tagliandosi le vene.

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Fortunatamente dei carabinieri le hanno avvistate e le hanno salvate. Le stavano cercando, perchè un attimo prima del folle gesto, avevano avvertito un amico che impaurito aveva allertato le forze dell’ordine. I carabinieri del nucleo radiomobile le hanno ritrovate accovacciate, abbracciate e ancora sotto choc. I militari hanno notato i tagli alle braccia e hanno chiamato il 118, le ragazze sono state portate al pronto soccorso e qui sono state medicate e giudicate fuori pericolo.  A questo punto le ragazze hanno raccontato tutto agli inquirenti che sono riusciti ad individuare il malfattore grazie al loro identikit e ad un’indagine “lampo”.

Lo spacciatore tunisino è stato fermato ed arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e spaccio di sostanze stupefacenti, considerando l’accusa aggravata dal fatto che entrambe le vittime sono minorenni. Volevano, seppur in maniera errata, dimenticare la loro situazione, evadere dalla monotonia e dalla quotidianità che le stava logorando, hanno trovato ad aspettarle un episodio che però segnare per sempre le loro vite.
Alessandra Scarciglia