NAPOLI, 13 NOVEMBRE – Vice-Cavani si, vice-Cavani no. È su questo leit-motiv che gira tutto il mercato degli azzurri di De Laurentiis, che a gennaio, oltre a potenziare il centrocampo (Muntari dell’Inter si è detto disponibile, piace anche Matuidi del PSG), cercheranno di accontentare Mazzarri potenziandogli un attacco ridotto nei numeri. Il mister partenopeo, però, impone diversi diktat: pretende un giocatore polivalente, in grado di riciclarsi in tutti i ruoli del suo atipico tridente e non vuole stranieri dall’inserimento lungo e difficile.

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Il primo nome che viene in mente è quello di Vincenzo Iaquinta, uno degli attaccanti in esubero alla Juventus. Il centravanti calabrese, Campione del Mondo 2006, è da tempo ai margini del progetto bianconero: prima gli infortuni a catena, poi la sfiducia di Conte gli hanno di fatto tolto la possibilità di dimostrare il suo valore in quel di Torino. Il grande ostacolo da superare per il club di De Laurentiis pare essere quello di un ingaggio non alla portata delle casse azzurre, specie per una riserva anche se di lusso. Il procuratore del calabrese, D’Amico, smentisce e depista l’interesse di una “piazza gradita” ma non in grado di assicurare al suo assistito il compenso bianconero, specie in un’ipotesi trasferimento da prestito secco che tanto piace al Napoli.

Gli azzurri, però, seguono anche altre piste. Il nome più fresco e affascinante di queste ultime ore è quello del russo Andrey Arshavin, trentenne fantasista russo dell’Arsenal sistematicamente snobbato da Wenger, manager dei Gunners. L’ex dello Zenith di San Pietroburgo ha il contratto in scadenza al termine della stagione, e per questo i londinesi potrebbero sfruttare l’ultima occasione per cederlo al miglior offerente, con un prezzo di favore per monetizzare al massimo una situazione contrattuale e tecnica ancora spinosa. Il giocatore russo si è recentemente sfogato in un’intervista a Sport Express, sottolineando come si senta ancora in grado di dare qualcosa e giocare per novanta minuti.

Wenger, però, pare non voler sentire da questo orecchio, e il russo vive ancora ai margini della squadra. Sarebbe il giocatore ideale per Mazzarri: veloce, guizzante, una seconda punta ante-litteram in grado di far rifiatare sia Lavezzi che Hamsik e di costituire, assieme a Pandev, un parco riserve di valore internazionale. L’unico intralcio, oltre al prezzo comunque non esorbitante del cartellino (si parla di circa otto milioni di euro, abbastanza per un trentenne ma sicuramente non troppi per un giocatore di livello assoluto), è rappresentato dal solito ingaggio: Arshavin dovrebbe ridursi di parecchio il compenso per rientrare nei parametri del club partenopeo.

Alfonso Fasano