BOLOGNA 12 NOVEMBRE 2011Meglio un trans di Claudia Schiffer per pubblicizzare un’azienda che produce apparati elettroestetici d’avanguardia. L’intuizione è di Federico Montanari, brillante industriale di Bologna che, per pubblicizzare i macchinari prodotti dalla sua azienda, la MDM, destinati ai trattamenti per il rimodellamento del corpo, l’epilazione permanente e la luce pulsata, ha ingaggiato la trans più bella del mondo, Efe Bal.

Nello spot, la protagonista, conosciuta dal grande pubblico per le numerose presenze televisive e autrice di un libro verità pubblicato da Mondadori, “Quello che i mariti non dicono. Confessioni di una trans”, è adagiata sul lettino di un centro estetico e chiude con un commento ironico e un riferimento alla trasversalità dei trattamenti di bellezza, che coinvolgono anche il pubblico maschile, sempre più attento alla bellezza del proprio corpo. Lo ha deciso una ricerca di mercato realizzata su mille persone e promossa dall’imprenditore Federico Montanari in collaborazione col l’Istituto Polo Psicodinamiche di Prato riconosciuto dalla Regione Toscana.

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L’industriale di Bologna a capo del Gruppo Dermal, per pubblicizzare i macchinari destinati ai trattamenti per il rimodellamento del corpo, per l’epilazione permanente e per la luce pulsata, ha ingaggiato il trans piu’ bello del mondo, Efe Bal, al posto della supermodella tedesca.

Lo spot è in questi giorni sulle reti Sky e Mediaset ed è visibile anche su youtube. Nello spot la protagonista è adagiata sul lettino di un centro estetico. “Da un’indagine di marketing e’ emerso che, oltre alla scelta della testimonial, anche il tono ironico del claim è stato apprezzato“, ha spiegato Federico Montanari, ad del Gruppo Dermal, “a conferma del fatto che il concetto di bellezza e di cura del proprio corpo siano assolutamente trasversali. E di fronte all’opzione alternativa Claudia Schiffer il 70% delle nostre consumatrici ha detto ‘Tenete Efe’!”.

La scelta, che l’imprenditore motiva come l’unica in grado di rappresentare “una bellezza senza distinzioni di genere“, sta gia’ facendo il giro del web e dividendo i navigatori: c’e’ chi sostiene Efe e chi si dichiara fan indiscusso della Schiffer.

Ma non è la prima volta che un trans soffia lo spot a una donna. Accadde nel 1994 con la linea di cosmetici Viva Glam di Mac, che scelse come testimonial RuPaul al posto della dirompente e atletica ex bagnina di ‘Baywatch’ Pamela Anderson, fino ad arrivare ai giorni nostri. Riccardo Tisci, giovane e talentuoso designer della Maison di haute couture francese Givenchy, per la campagna della collezione autunno-inverno 2011, assieme alle top Mariacarla Boscono, Malgosia Bela e Joan Smalls, ha arruolato la transessuale Lea T., motivando la decisione di inserire un transgender poiché capace di riflettere la dicotomia maschile-femminile, diventata un marchio di fabbrica della sua produzione.

Nemmeno il più ‘maschile’ settore automobilistico è rimasto indifferente a questo trend: ultimamente Séat ha ingaggiato Vladimir Luxuria fra i volti del nuovo spot della Ibiza. In seguito altri brand hanno scelto transessuali come volti delle proprie campagne. Fra le tante quello di una nota marca di epilatori, che sfrutta la proverbiale intolleranza al dolore tipicamente maschile, mostrando il protagonista proprio nell’atto di depilarsi le gambe, o quello di una compagnia di navigazione del sud Italia, che, di fianco all’immagine di una drag-queen, sottolinea l’“equivoco” con il claim «Be TRANSported», o ancora quello di Rai 4, che di fianco al direttore Carlo Freccero di trans ne ingaggia addirittura due. La strada della pubblicità pare essere ormai segnata: che trans e drag-queen facciano veramente vendere di più rispetto alle loro affascinanti ‘colleghe’ donne?

Chiara Arnone