SALERNO, 9 NOVEMBRE – “Questo processo non fa giustizia a mia figlia Elisa”. Sono le primissime parole di Filomena Iemma al termine della prima udienza del processo per l’omicidio della figlia Elisa, in corso al Tribunale di Salerno. I pm campani hanno chiesto una condanna a 30 anni per Danilo Restivo, massimo della pena possibile per questa tipologia di procedimento penale..

“Lasciatemi stare per la Diocesi sono proprio…”. Scura in volto e imbarazzata dalle telecamere, la madre di Elisa Claps polemizza su quello squarcio di verità che mai è affiorato in tutti questi anni trascorsi dalla scomparsa della figlia.

“La verità deve venire fuori a tutti costi” continua la piccola madre coraggio ai microfoni della folla di giornalisti presenti all’uscita dell’aula.

“Oggi non farò appelli, forse parlerò domani. Non me la sento”. Per Filomena Iemma la giustizia non è vedere Danilo Restivo condannato, ma stanare i complici che stanno dietro al killer di Elisa.

“Mi auguro che il processo si concluda nel più breve tempo possibile, anche se in parte questo non ci consentirà di affrontare tutti gli altri aspetti di questa vicenda, che sono ancora tantissimi e coperti da ombre”. Gildo Claps continua a polemizzare sulle ombre che avvolgano il caso Claps, in particolare sul ruolo della Chiesa. “Adesso stiamo attendendo la decisone sulla costituzione di parte civile: sono state richieste da parte del Comune e dall’associazione Telefono Donne. Purtroppo – prosegue il fratello di Elisa – la Chiesa persevera nel tentativo di costituirsi parte civile. E’ chiaro che questa della chiesa ci sembra una decisione grottesca perché non hanno sentito e risposto ai nostri appelli a tenersi fuori da questa vicenda, visto che hanno mentito per tutti questi anni fino alla farsa del ritrovamento del 17 marzo”.

“Mi auguro – conclude – che il giudice rigetti questa richiesta perché per noi sarebbe un’ennesima offesa alla battaglia che abbiamo condotto in questi anni”.

Redazione Online