NAPOLI, 5 NOVEMBRE – Voleva solo festeggiare il suo onomastico in tranquillità con la sua fidanzata dopo i festeggiamenti con gli amici, ma purtroppo non c’è stato il lieto fine. È successo a Santa Maria la Carità, in provincia di Napoli, dove uno studente di 27 anni è stato ucciso durante un tentativo di rapina compiuto da due malviventi, la scorsa notte intorno alle 23:30. La vittima Carlo Cannavacciuolo, 27 anni, da poco laureatosi in veterinaria e’ stato ucciso dai due malviventi con due colpi di pistola alla testa. Il giovane si era appartato in una Panda con la fidanzata venticinquenne quando si sono avvicinati i banditi armati. Avrebbe tentato un estrema difesa, mettendo quindi in moto l’auto tentando di fuggire. I rapinatori quindi avrebbero risposto sparando e dunque uccidendo lo studente e subito dopo si sarebbero allontanati. Sull’omicidio indagano i carabinieri.

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Intanto parenti e amici, colleghi, gente comune si unisce nel dolre, increduli per questa morte assurda, inaspettata, da film western. “E’ partita una raccolta di fondi per mettere una taglia su questi delinquenti che hanno ucciso in modo barbaro il nostro collega, Carlo Cannavacciuolo“. Lo dichiarano il presidente del Consiglio di Ateneo degli studenti dell’Universita’ di Napoli ‘Federico II’, Francesco Testa, e il presidente della confederazione degli Studenti Marcello Framondi. “Chi aiutera’ le forze dell’ordine a catturarli – spiegano – ricevera’ un premio in denaro. Chiediamo al Rettore di proclamere il lutto universitario e di mettere le bandiere a mezz’asta. Non e’ giusto morire cosi’ e vogliamo che i delinquenti artefici di una tale barbarie siano assicurati alla giustizia”. “Contribuiremo al fondo per la taglia istituita dagli studenti della Federico II – spiega il commissario regionale dei Verdi francesco Emilio Borrelli – perche’ e’ giusto reagire contro la delinquenza anche in questo modo. Non si puo’ morire a 27 anni per una rapina e rimanere fermi ad aspettare la prossima vittima. Siamo vicini e solidali alla famiglia del povero ragazzo. Purtroppo Napoli e provincia stanno vivendo una spirale di violenza e criminalita’ senza precedenti che nessuna istituzione o forza dell’ordine riesce ad arginare”.

Non una forma di auto giustizia, ma solo una maniera per collaborare con la giustizia per “pulire” questo mondo, sicuramente ormai troppo sporco, nel quale a pagarne le conseguenze sono sempre persone comuni.

Alessandra Scarciglia – Foto Corrieredelmezzogiorno.it