GENOVA, 4 NOVEMBRE – Sono un superstite dell’immane tragedia avvenuta in via Fereggiano, a Genova. Lavoro, anzi meglio dire lavoravo, nel Carrefour al n° 153 quando alle ore 11.00 l’acqua gia trasbordava dal marciapiede, ma senza destare alcuna preoccupazione tra me e i colleghi.

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Improvvisamente, pochi minuti dopo, l’acqua affluiva copiosamente dentro r una placca di asfalto trasportata via dalla corrente ha completamente distrutto una nostra vetrina, quindi io e i miei colleghi con una fulminea fuga siamo riusciti a uscire dalla porta d’emergenza e a correre su per una scalinata fermandoci al primo piano, dove fortunatamente abita una nostra cliente che ci ha ospitato.

Tempo cinque minuti sono iniziati a crollare dal negozio scaffali, frighi, espositori, etc., con noi che li guardavamo galleggiare dalle scale. Immaginatevi se avessimo tardato di cinque minuti.

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Come se non bastasse, dopo un oretta che eravamo rifugiati sentiamo un fortissimo odore di gas metano pertanto i vigili del fuoco ci hanno fatto evacuare temendo il peggio per tutti.

Scesi per strada ci avviavamo verso Piazza Galileo Ferraris, dentro un autobus schiantato vedo alcuni volontari che rianimano un bambino estratto dal fango, non vi dico in che condizionoi.

Ore 15.30 due bambini morti.

Ore 16.30 arrivo a casa ringrazio Dio e mi barrico dentro, fortuna che abito a Quezzi Alta e sembra che qui non sia successo nuilla o per lo meno proprio poco.

Redazione Online