PISA, 3 NOVEMBRE – L’occhio bionico, chiamato Argus II, potrà ridare la vista ai ciechi. L’intervento, durato quattro ore, è perfettamente riuscito. Il dispositivo è composto di elettrodi collegati direttamente alla retina che ricevono le immagini da una microcamera montata su un paio di occhiali speciali.

Un’equipe di medici dell’Università di Pisa ha eseguito la prima operazione al mondo di protesi retinica, restituendo parzialmente la vista a un non vedente. L’intervento è avvenuto su un paziente di sessanta anni di Prato, affetto da una grave forma di retinite pigmentosa, quasi completamente cieco. Con la straordinaria operazione durata circa quattro ore, la prima di questo tipo al mondo, l’equipe medica ha restituito parzialmente la vista al paziente, attraverso l’inserimento di una protesi alla retina.

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“L’operazione è durata meno di quattro ore e non ci sono state complicazioni. Fra due settimane, il tempo necessario all’occhio per ristabilirsi completamente dalla chirurgia, il dispositivo sarà attivato e calibrato per la funzione visiva del paziente”, ha dichiarato il Dottor Stanislao Rizzo, direttore del Reparto di Chirurgia oftalmica dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. “Dal momento dell’attività anche la riabilitazione prenderà il via permettendo al paziente di ottenere i migliori risultati possibili in termini di visione funzionale”, ha aggiunto il Dottor Rizzo.

Il complesso dispositivo Argus II è stato realizzato presso i laboratori della Second Sight Medical Products in California, ed è composto da minuscoli elettrodi collegati alla retina capaci di captare informazioni visive attraverso una microcamera montata su un paio di occhiali speciali. Grazie ad un processore che decifra il segnale video, le immagini riprese sono inviate (senza fili) a un ricevitore. Con questo tipo d’intervento i pazienti non vedenti potranno cominciare nuovamente a vedere le ombre e a riconoscere gli oggetti.

“Sono molto felice di poter offrire in Italia per la prima volta in assoluto questo trattamento approvato per la cecità causata dalla retinite pigmentosa. Spero che possa incoraggiare gli affetti da questa condizione e cercare consigli medici negli eccellenti centri ospedalieri europei, come quello che abbiamo qui a Pisa. E’ meraviglioso che la medicina ora possa fare qualcosa per i non vedenti”: queste le parole del Dottor Rizzo, coordinatore dell’equipe medica che ha condotto la straordinaria operazione.

Tanto l’orgoglio espresso da varie professionalità per l’eccellenza dimostrata dall’Università di Pisa e dal nostro paese. Infatti, questo complesso e straordinario intervento è destinato a rivoluzionare l’approccio chirurgico alla cura di queste malattie, ma soprattutto si rivelerà utile per dare nuovi impulsi alla ricerca e alla collaborazione con centri di ricerca internazionali.

Abbiamo contribuito a compiere un passo fondamentale verso la restituzione della vista ai non vedenti.

Sabrina Brandone

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