ROMA, 02 NOVEMBRE – Anche Diego Armando Maradona ha deciso di dedicare un pensiero all’amico – collega Antonio Cassano, che come sappiamo tutti è ricoverato al Policlinico di Milano da sabato notte, a causa di un malore che l’ha colpito dopo l’ultima partita del Milan.

El Pibe de Oro” ha deciso di “parlargli” tramite le pagine del “Corriere dello Sport” con una lettera in cui esprime tutto il suo affetto.

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L’ex allenatore dell’Argentina al momento è negli Emirati Arabi, per la precisione a Dubai dove ha appreso la notizia del ricovero dell’attaccante rossonero. Maradona ha incontrato Cassano a Trigoria, nel quartiere generale della Roma, che prima era la squadra dove Cassano giocava e con cui ha trascorso anni indimenticabili. Lo stesso Maradona ricorda il loro incontro e le parole che il ragazzo gli disse: “Sei il mio idolo”. Parole che Maradona avrà sentito tantissime volte nella sua vita, ma che dette da quel ragazzo lo colpirono profondamente, tanto da ricordarsene e da affermare che quel giorno rimase colpito tantissimo dalla spensieratezza, simpatia ed entusiasmo che Cassano sprigionava.

Un entusiasmo e una voglia di vita, che sicuramente permetteranno a Cassano di recuperare e di tornare al più presto sui campi di calcio.

Di seguito, vi proponiamo l’intera lettera che Maradona ha inviato al giornale e che appare sula prima pagina del quotidiano sportivo:

“Non so se è possibile scindere l’uomo dal calciatore e viceversa. Credo di no. Credo sia complicato per chi, facendo questo nostro magnifico mestiere, spesso è cresciuto più con la compagnia di un pallone che di un po’ amici. Però, ci sono momenti in cui l’uomo, più che il calciatore, deve essere forte. Per se stesso, per i suoi figli, per la sua famiglia. Sono i momenti della sofferenza. Anche quella fisica. So di che cosa parlo e so che in questo momento, caro Antonio, capisci bene quel che voglio dire.

A te, sto pensando molto in questi giorni. L’accidente che ti è capitato mi ha colpito nel profondo. So quali sono i pensieri, le paure, i tormenti che si stanno rincorrendo nella tua mente. Conosco quel senso di smarrimento, e perché no anche di solitudine che all’improvviso ti fa vedere tutto nero. Lo so, lo so bene e anche per questo mi sento assai vicino e te e a Rino Gattuso, il quale pure sta vivendo un periodo triste. Ma, caro Antonio, sono anche convinto che il tuo carattere positivo che ricordo bene da quel giorno in cui ci incontrammo a Roma, il tuo fisico forte e l’aiuto e l’affetto di chi ti sta vicino e ti vuole bene ti aiuteranno a superare quest’avversità. E allora, in attesa di saperti presto di nuovo in bella forma e sereno in famiglia, mi auguro di rivederti in tempi brevi ancora felice a rincorrere un pallone.

E lo auguro anche al calcio, perché la fantasia che sanno offrire talenti come te non basta mai. In bocca al lupo, amico mio”.

Emanuele Ambrosio