AULLA, 28 OTTOBRE – Una coltre di fango e detriti, distesa per oltre un chilometro, separa il centro di Aulla dalla base organizzata per i soccorsi. Il fango è ovunque, all’interno di case, negozi e scantinati. Molta gente non ha più niente. Hanno lavorato duramente per un’intera vita, ma la violenza del fiume Magra ha distrutto e portato via tutto. Almeno settanta famiglie hanno perso le loro attività, le loro case.

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Un fiume di acqua e fango ha spazzato via tutto, oltrepassando i muri e travolgendo le auto parcheggiate lungo i vialoni della ridente Aulla.

Le storie raccontate dai cittadini sono tutte simili, come l’espressione sconsolata dei loro occhi. In pochi istanti si sono ritrovati senza niente.

All’ultimo minuto ci siamo accorti dell’entità del disastro e siamo stati salvati dall’intervento di mio marito”, racconta la titolare di un negozio distrutto dall’alluvione. “Il Fiume Magra in un attimo ha inondato tutto”, conclude la donna.

Passeggiando per le strade troviamo macchine ribaltate, cumuli di fango e detrito, e, soprattutto, la rabbia della gente per una tragedia che forse si poteva evitare. I mezzi della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco lavorano a ritmo incessante per dare una dignità ad una cittadina abituata ai fasti del turismo e ad una vita normale.

La procura di Massa ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, mentre la popolazione punta il dito contro l’amministrazione comunale. Alle 70 famiglie senza tetto, alle centinaia di sfollati mancano i soccorsi delle istituzioni, controbilanciati dall’affetto di amici, parenti e conoscenti pronti ad offrire il loro aiuto.

M.R.

VIDEO | L’Esondazione del Fiume Magra