NAPOLI, 26 OTTOBRE – È un ritornello vecchio e al tempo stesso attuale: in casa Napoli, tolto Cavani, manca il gol, la materia prima da cui si parte verso i risultati ed i punti in classifica. E figuriamoci ora, che Cavani si ripiega un attimino su sé stesso dopo un anno vissuto a mille all’ora tra Napoli ed Uruguay: non c’è il vero Matador e quindi la mancanza di gol è parente stretta all’astinenza dalle vittorie. La soluzione è semplice: recuperare il vero Cavani. Si, ma intanto chi insegue il miraggio del gol?

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Il Napoli, a parte un Cristiano Lucarelli da troppo privo e privato del ritmo del calcio giocato, manca di un vero e proprio bomber di scorta, di un giocatore in grado di fare gol. Ed è in questo senso che si percorrono già da ora gli itinerari e le tratte di scambio del prossimo mercato: Napoli come stella polare di un gruppo di attaccanti che mirano ad occupare quella casella vuota nello scacchiere azzurro.

I nomi che si fanno sono due ed hanno in comune il bianconero della Juventus: è un bianconero che ormai non gli dona più, in quanto entrambi sono da tempo fuori squadra e vengono considerati a Vinovo come dei veri e propri fantasmi, come dei macigni da cui liberarsi, per ingaggio e inutilizzazione. Parliamo ovviamente di Luca Toni ed Amauri. Storie diverse, le loro. Il primo è retaggio del gennaio dello scorso anno: arrivò alla corte allora di Delneri cotto e rotto da anni di battaglie in area di rigore: il contributo in bianconero si limita a quattordici presenze e due miseri gol. Il secondo, invece, è un ex potenziale campione rimasto schiacciato dall’equivocità delle sue doti: fa qualche partita buona tra Chievo e Palermo, viene pagato a peso d’oro dalla Juve nel 2008, poi si squaglia fino ad un prestito a Parma nel quale sembra risorgere, con undici presenze e sette gol che sanno di salvezza. Il fardello di un ingaggio da star lo limita al mercato relegandolo al ruolo di “fuorirosa di lusso” nel planning juventino.

Entrambi nelle ultime ore sono stati accostati al Napoli, che, tramite Bigon, avrebbe avviato timidi contatti per sondare la disponibilità della Juve a cedere i suoi esuberi offensivi. Ma la sensazione è che “tra lui e lei scegliere non saprei”. Fermo restando la necessità oggettiva del Napoli di trovare un sostituto abile ed arruolabile di Cavani, manca però in questi nomi una sorta di vera somiglianza tecnico-tattica, con l’uruguagio: entrambi, infatti, sono piloni da area di rigore, attaccanti di fisico e potenza, estranei ai rientri difensivi ed al movimento continuo dell’azzurro. Mazzarri, che in estate ha scartato Trezeguet, difficilmente acconsentirà ad uno dei due centravanti: ma Cavani, proprio come sta accadendo ora, potrebbe anche non bastare più…

Alfonso Fasano