BOLOGNA, 26 OTTOBRE – Enormi le polemiche per un video che in un lampo, da youtube, ha fatto il giro del mondo. Le riprese, tra l’altro amatoriali, mostravano come i soccorritori di Marco Simoncelli abbiano fatto cadere l’inerme corpo del pilota nel sollevarlo da terra con la barella. Le discussioni sono nate subito, e forti: soccorsi arruffoni e disorganizzati, maldestri nella loro fretta. Le frasi che più di ogni altre scorrazzavano sul web erano tutte su questo tono: “Si poteva fare meglio, e di certo quella caduta ha aggravato ancora di più le condizioni del pilota”.

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A smontare il caso è stata la persona che più di ogni altra ha vissuto come un incubo questa maledetta domenica di motociclismo. C’è voluto infatti tutto il realismo di un uomo distrutto dal dolore per smorzare il caso nato dalla rete. Le parole che hanno smontato la polemica sono di papà Simoncelli, ed hanno immediatamente ridimensionato l’incidente della barella nei soccorsi al povero Marco: “Ho provato a salutarlo. Ma Marco non c’era più. Era già morto. Parole semplici di un uomo annientato dal dramma, che ha poi aggiunto un particolare ancora più agghiacciante: “non sarebbe cambiato nulla. Ero lì, vicino ai barellieri ed ho anche cercato di aiutarli, in questo caso non sarebbe cambiato nulla”.

Insomma, il web monta un caso che in fondo non c’è, e lo stesso genitore del povero Sic scagiona completamente i soccorritori del circuito malese, giunti sul posto quando ormai non c’era già più nulla da fare. Certo, resta negli occhi l’immagine di un soccorso (giustamente) ansioso e reo di qualche errore tecnico, così come accadde per Tomizawa lo scorso anno a Misano. E’ da apprezzare però, in quest’altra tristissima appendice di una domenica da incubo, più che lo sdegno di un web pronto a montare un caso gigantesco su una tragedia già straziante, la dignità di un padre che respinge le discussioni e carica tutte le colpe ad una fatalità crudele e beffarda.  

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Alfonso Fasano