ERCIS, 25 OTTOBRE (Bolognatg24) – Un neonato di pochi mesi estratto vivo dalla macerie. E’ solo uno delle centinaia di persone salvate nelle ultime 24 ore dai soccorritori. Ercis e l’epicentro Van, sono le città dell Turchia che pagano maggiormente dazio al terribile sisma e alla scossa di magnitudo 7.3° Richter, che domenica scorsa ha devastato l’area sud-orientale dell’Anatolia.

Nei centri colpiti dal terremoto e nei villaggi i soccorsi proseguono a ritmo incessante alla ricerca delle migliaia di persone disperse sotto le macerie. Il bilancio delle vittime, già pesantissimo, è destinato ad aumentare ulteriormente nelle prossime ore. La conferma viene dal presidente turco Erdogan che ieri a visitato le aree periferiche di Ercis e Van, dove quasi tutte le abitazioni, costruite con mattoni e fango, sono crollate.

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La Mezzaluna Rossa ha allestito una tendopoli per le migliaia di sfollati, ma a Van, città posta ad un altitudine media di 1600 metri, l’incubo peggiore è costituito dal freddo per molte famiglie che hanno trascorso la notte al gelo.

Il premier turco non ha ancoro raccolto gli aiuti offerti dalla comunità internazionale. Benjamin Netanyahu ha telefonato ad Erdogan dicendosi pronto a tendere una mano al paese turco, nonostante i rapporti diplomatici particolarmente tesi con Israele. Si è trattato, quindi, del primo contatto dopo il gelo calato l’anno scorso tra i due paesi a seguito del cruento blitz israeliano sulla nave turca Mavi Marmara.

IL BILANCIO – Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Amministrazione per i disastri e le emergenze di Ankara, i morti sarebbero 366 e i feriti 1.031, mentre gli edifici crollati sono 2.262. Intanto la Croce Rossa sta continuando a distribuire tende nella zona colpita dal sisma, dove molte famiglie hanno trascorso anche la scorsa notte all’aperto.

VIDEO: Corsa contro il tempo per trovare i sopravvissuti