TRIPOLI, 25 OTTOBRE (Bolognatg24) – Sono stati sepolti in un posto segreto i corpi di Muammar Gheddafi e del figlio Mutassim. Il Consiglio Nazionale di Transizione, al fine di evitare la nascita di un luogo di culto per le tribù ancora fedeli al raìs, hanno occultato i cadaveri in un luogo misterioso immerso nelle sterminate dune del deserto libico.

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La loro transumanza nella cella figrorifero disposta dagli insorti a Misurata stava sollevando polemiche e critiche sia dalla comunità internazionale, sia da parte delle istutizioni religiose. “Abbiamo consegnato il corpo del tiranno alle autorità competenti – afferma uno dei graduati dell’esercito del Cnt – dopo che la popolazione e le famiglie dei martiri sono venuti a vedere la sua fine”.

Terminata la guerra civile, una nuova pesante ombra cade sul paese libico. Un’associazione umanitaria internazionale ha trovato una fossa comune nella città di Sirte, culla natale del colonnello Gheddafi, contenente i corpi di 53 lealisti uccisi giustiziati in maneria sommaria con tutte e due le mani legate dietro alla schiena.

INCHIESTA SU MORTE GHEDDAFI – “Una commissione sta indagando per fare luce sui fatti che hanno portato alla barbara esecuzione di Muammar Gheddafi“. Lo ha annunciato ieri il presidente del Cnt Mustafa Abdel Jalil, nel corso di una conferenza stampa congiunta con le forze militari ad interim.
Il comandante del gruppo paramilitare che catturò il colonnello, Omar Al Shibani, racconta le fasi della cattura: “Lo abbiamo caricato in ambulanza: sanguinava dalla testa ed era ferito all’addome. Erano momenti concitati, abbiamo fatto attenzione a dove perdesse sangue. Gheddafi era vivo”.

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Il killer del Raìs non ha ancora un nome, ma spunta l’ennesimo candidato a ruolo di ‘eroe’. Si presenta con il nome di Senad Al Seduk in un servizio diffuso dalla tv russa e afferma di essere stato lui ad uccidere il leader libico con due colpi di pistola alla testa.

La nuova Libia sta nascendo con diversi coni d’ombra. Jalil ha annunciato l’applicazione della Sharia, la legge coranica, suscitando la preoccupazione della comunità internazionale sulla questione della tutela dei diritti umani.
Rumors provenienti dalla Rete parlano inoltre di una sorte di golpe innescato dalla frangia islamica estrema, da sempre nemica dichiarata del regime di Gheddafi, con a capo Al-Qaradawi, islamista vicino ai farisei sionisti.