SIRTE, 22 OTTOBRE – C’è intanto chi non ha festeggiato alla notizia della morte del Rais, come un gruppo a cui lo stesso Gheddafi apparteneva, che sta chiedendo ripetutamente al Consiglio nazionale transitorio la salma del Colonnello per seppellirlo presso la sua città natale Sirte, secondo i precetti islamici.

Sono proprio gli esponenti di questo gruppo ad alzare la voce e a precisare: “chiederemo all’Onu, all’Organizzazione della Conferenza islamica e ad Amnesty International di far sì che il Consiglio nazionale transitorio ci consegni i corpi dei martiri della nostra tribù a Sirte e ci consentano di far loro una cerimonia funebre in accordo con la legge e i costumi islamici“.

Intanto l’ex presidente Honsi Mubarak, alla vista della foto che ritrae Gheddafi ferito e poi morto,  è scoppiato in lacrime. La notizia è arrivata direttamente da alcuni fonti interne all’ospedale del Cairo dove è attualmente ricoverato per problemi di salute, mentre è tutt’ora in corso un processo contro la sua decisione di far sparare su un gruppo di manifestanti a Piazza Tahrir.

Dalla Libia arrivano però anche altre notizie. C’è chi afferma che la tribù Qhadafia, alla quale apparteneva Muammar Gheddafi, avrebbe eletto oggi Saif al-Islam come erede del Rais alla guida della Libia. La notizia arriva dal quotidiano arabo al-Sharq al-Awsat.

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Al figlio del Rais, Saif al-Islam spetterà di “liberare la Libia dai ribelli della Nato”.

La stessa tribù ha poi dichiarato di non riconoscere assolutamente il nuovo Consiglio Nazionale transitorio e che non è affatto intenzionata a partecipare al futuro governo della Libia.

Emanuele Ambrosio