BOLOGNA, 21 OTTOBRE – L’assottigliamento dello strato di ozono che copre il Polo Sud è un fenomeno annuale, che si verifica intorno ai mesi di agosto e settembre, ossia durante la primavera antartica. Quest’anno, però, la NASA ha registrato un’estensione pari a 26 milioni di km quadrati.

L’evento risulta nono nella classifica delle estensioni del buco nell’ozono. Si tratta quindi di un dato degno di nota, anche se, rassicura Paul Newman del Goddard Center, rientra nei limiti previsti per il picco annuale, considerando le sostanze chimiche emesse dall’uomo che distruggono l’atmosfera.

Il fenomeno. Lo strato di ozono protegge la Terra dai raggi ultravioletti, che risultano dannosi per la pelle, ma anche per la fotosintesi delle piante. Il suo assottigliamento è un fenomeno naturale e temporaneo, che interessa le regioni polari durante la primavera. Tuttavia viene incrementato dall’emissione di sostanze chimiche artificiali, cosa che lo rende pericoloso per il pianeta.

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Grazie ai provvedimenti internazionali intrapresi sul tema, come il protocollo di Montreal del 1987, molti prodotti chimici contenenti sostanze dannose sono stati banditi, e il fenomeno è sembra sotto controllo. Purtroppo, però, le sostanze permangono nell’atmosfera per decenni, ed è stato calcolato che l’intero strato di ozono potrebbe essere recuperato intorno al 2050, mentre per la parte che interessa l’Antartide ci vorrebbero almeno due decenni in più.

Luciano Cangianiello