TARANTO, 21 OTTOBRE – Non ci sono dubbi, per  l’accusa ad uccidere Sarah Scazzi, quindicenne avetranese morta il 26 agosto dello scorso anno, sono state mamma Cosima Serrano e figlia Sabrina Misseri, rispettivamente zia e cugina della vittima.

Dopo undici ore di udienza preliminare, sono state confermate le richieste di rinvio a giudizio del pm Mariano Buccoliero per le due donne, accusate dell’omicidio, di sequestro di persona e soppressione di cadavere; per Michele Misseri, che, sempre secondo l’accusa, le avrebbe aiutate a nascondere il corpo e di altre dieci persone per diversi reati minori.

Per l’accusa, l’assasinio è avvenuto in una frazione di tempo inferiore ai dieci minuti, per mano di Cosima e Sabrina. Due i particolari importanti : “Alle 14:15 Sarah era a casa – ha riferito il sostituto procuratore Mariano Buccoliero – Alle 14:18, invece non rispondeva più al telefonino e, in particolare, non replicava a un messaggio che le aveva scritto Francesca, la sua amica del cuore“. Certa degli orari la Procura ritiene attendibile la testimonianza del fioraio Giovanni Buccolieri, il fioraio che rilasciò una singolare dichiarazione, infatti dopo aver detto di aver visto Cosima costringere Sarah a salire sulla sua automobile, ritrasse il tutto affermando che era stato solo il risultato di un sogno.  La Serrano, però, presente in aula, ha contestato la ricostruzione dell’accusa. L’udienza riprenderà lunedì.

Successivamente al discorso di ben otto ore del Pm, il procuratore aggiunto Piero Argentino  ha chiesto al gup la trasmissione del memoriale, che Michele Misseri ha presentato lunedì scorso e delle dichiarazioni rese in udienza nelle quali accusa il suo ex avvocato difensore, Daniele Galoppa, e la consulente Roberta Bruzzone, di averlo convinto ad accusare sua figlia dell’omicidio di Sarah. La Procura intende acquisire gli atti per valutare eventuali rilievi penali.

Infatti ormai da tempo Michele Misseri ha rivisto la sua posizione e continua continuamente, in ogni occasione, a dichiararsi colpevole unico del fatto, ammettendo che nei confronti della sua famiglia non ci sarebbero prove.

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Un caso sempre più complesso, al quale non si viene a capo. Michele cambia versione e si accusa, Cosima prende la parola in aula, e spontaneamente dichiara che le accuse nei suoi confronti sono solo “troppe falsità”, Sabrina non parla più dopo aver detto pochi giorni fa al padre di essere un vigliacco, professando la sua innocenza.

Intanto la gente si ribella, lo dimostra.  Una bomba carta che è stata lanciata nel pomeriggio di ieri nel giardino del villino di via Deledda, residenza dei Misseri.  L’ordigno ha causato solo la rottura di una fioriera vicino alla veranda, ma che sia il sintomo di una giustizia fai da te?

Alessandra Scarciglia