TORINO, 21 OTTOBRE – Al via l’inchiesta sulla procedura di costruzione dello Juventus Stadium. Secondo l’accusa ci sarebbe l’ipotesi di “pericolo di crollo colposo”, dovuto soprattutto ad una presunta partita di acciaio non conforme, in cui la società bianconera risulterebbe parte lesa. Ma per la Prefettura lo stadio è ok e domani si gioca Juventus-Genoa.

Gli indagati. A finire nel registro degli indagati sono stati Giambattista Quirico, dirigente comunale che ha ricoperto il ruolo di collaudatore nei lavori, Francesco Ossola e Paolo Erbetta, i due ingegneri che hanno diretto i lavori. Secondo i pm, per accelerare i lavori e terminarli entro l’apertura del campionato, sarebbero stati mascherati alcuni problemi, come quello relativo al materiale utilizzato. Quirico, in seguito alla perquisizione domiciliare, ha chiesto di essere interrogato subito per offrire tutti i chiarimenti sul caso e dimostrare così la legittimità e la correttezza della sua condotta quale collaudatore dello Juventus Stadium.

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La parte lesa. La società bianconera ieri ha subìto una perquisizione dalla polizia giudiziaria, che ha raccolto la documentazione necessaria per fare chiarezza sul caso. Anche lo stadio è stato perquisito, alla ricerca di elementi che comprovassero l’accusa riguardante la partita di acciaio non conforme, ma sul tema si è pronunciata la Juventus stessa, che ha ribadito l’esclusivo utilizzo di materiale certificato CE.

Nella tarda serata di ieri si è poi conclusa la riunione tra il sindaco Fassino, il Presidente Agnelli e la Prefettura, che insieme agli ingegneri e ai tecnici hanno deciso per il regolare svolgimento dell’attività sportiva all’interno del complesso, data l’inconsistenza dei pericoli paventati per il pubblico. Per rassicurare i tifosi, ieri la società ha diffuso un comunicato in cui ribadisce la propria certezza sull’assoluta sicurezza strutturale dello stadio, ed è fiduciosa che tale circostanza emergerà anche dall’inchiesta della magistratura.

Un duro colpo all’immagine bianconera, quindi, che il Presidente Andrea Agnelli si è detto non disposto a lasciar passare indenne: sarebbero già pronte le richieste di risarcimento per danni all’immagine. Intanto stamane la sede della Juventus ha ricevuto un’altra visita, questa volta da parte della Guardia di Finanza che su mandato della Consob ha acquisito la documentazione riguardo la ricapitalizzazione della società.

Semplici procedure o un vero e proprio “accanimento” nei confronti dei bianconeri? È questo il dubbio che serpeggia tra i tifosi, che azzardano il collegamento tra questi avvenimenti e il ricorso al Tnas, ma questa è un’altra storia…

Luciano Cangianiello

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