TRIPOLI, 20 OTTOBRE – Ancora incerte le modalità dell’assassinio di Gheddafi. Intanto alcune foto fanno il giro del web: i miliziani del CNT festeggiano un giovane ribelle che impugna la pistola d’oro del colonnello.

Ad esplodere il colpo di grazia, quindi, potrebbe essere stato un 18enne, di nome Ahmed, che dopo aver sottratto la fedele arma al dittatore, lo avrebbe giustiziato, entrando nella Storia del suo Paese. A confermare l’ipotesi dell’esecuzione, il foro di proiettile sulla testa del dittatore.

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La morte di Gheddafi potrebbe così essersi consumata nel modo più emblematico possibile, ossia per mano di un giovane ribelle, simbolo di quella generazione desiderosa di cambiamento che si è contrapposta ad un potere logoro, tiranno ed incapace di rispondere alle esigenze del Paese; e attraverso una pistola d’oro, emblema dell’avidità e della tirannia di una classe politica che ha spinto il popolo libico a ribellarsi.

Per il ragazzo ci sarebbero in palio i 20 milioni di dollari di taglia promessi a chi avrebbe ucciso il rais.

Luciano Cangianiello