BOLOGNA, 20 OTTOBRE – Nel prossimo fine settimana potrebbe cadere sulla Terra il telescopio satellitare Rosat, non più operativo dal 1999. L’impatto con l’atmosfera terrestre dovrebbe avvenire, secondo le previsioni, tra sabato 22 e lunedì 24 Ottobre.

La Protezione Civile riferisce che secondo i dati disponibili analizzati sulla traiettoria del satellite, ci sarebbe solo l’1% di probabilità che alcuni frammenti della struttura  del peso di 1,7 tonnellate, cadano sull’Italia. Il dato è emerso nel corso dell’incontro tra la Protezione Civile e l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Come è accaduto un mese fa per il rientro del satellite americano Uars, non si esclude che i materiali del telescopio spaziale possano resistere all’impatto con l’atmosfera terrestre; probabilmente una trentina di significativi frammenti potrebbero raggiungere la Terra nel raggio di 80 Km circa.

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“Il satellite Rosat (Roentgen Satellite) dell’Agenzia Spaziale Tedesca fu lanciato da Cape Canaveral il 1 Giugno del 1990 su un orbita circolare a 575 km di altezza. Non più operativo dal 12 febbraio del 1999, la sua massa è di 2426 Kg a e a causa dei materiali resistenti al calore usati per la costruzione – ha sottolineato la Protezione Civile – non si distruggerà completamente nell’impatto con l’atmosfera: si prevede dunque che circa il 70% (diviso in una trentina di frammenti) raggiungerà il suolo”.

Non è possibile presumere su quale area della Terra possa avvenire l’impatto, a causa dei numerosi fattori che potrebbero influire il movimento del satellite. Infatti le stime diventeranno più precise solo quando il satellite si avvicinerà alla Terra: “Al momento non è possibile stabilire la traiettoria di rientro, ma c è un l’1 % di possibilità di impatto di frammenti del satellite sul territorio italiano”, riferisce la Protezione Civile. E sempre la Protezione Civile, secondo i dati disponibili sulle traiettorie di rientro, tende ad escludere le regioni del Friuli, Veneto, Sicilia e le Provincie di Trento e Bolzano.

L’Agenzia Spaziale Tedesca terrà costantemente informato  Il MIC, il Centro di Protezione Civile Europea) attivo 24 ore su 24 che, a sua volta, fornirà ai paesi europei comunicazioni e aggiornamenti ufficiali in modo tempestivo. E’ stato costituito un comitato di monitoraggio composto da esperti  Asi,  forze armate, vigili del fuoco e Ispra,  Enav ed Enac, che rimarranno in costante allerta.

Oltre ai possibili danni che la caduta del “rottame” potrebbe causare, sia a cose che a persone, l’evento ha scatenato tanta curiosità, perché alcuni frammenti in caduta potrebbero essere visibili ad occhio nudo sia in Nord America che in Europa.

Sabrina Brandone

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