TARANTO, 20 OTTOBRE – Riprende il processo per la morte di Sarah Scazzi: oggi è il giorno dell’accusa.

Davanti al giudice ben tredici imputati per i quali i pubblici ministeri chiederanno sicuramente un rinvio a giudizio. Un altro. In aula saranno presenti Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano entrambe detenute. Presente anche Michele Misseri, rispettivamente padre e marito delle imputate. I tre non potranno, però,  incontrarsi in quanto le due donne seguiranno i lavori dell’udienza da dietro ai vetri di un gabbiotto.

Inoltre altre tre persone, accusate di false dichiarazioni al pm, dovranno attendere almeno l’esito del processo di primo grado per essere giudicati. Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono accusate di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona.

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Il gup, Pompeo Carriere, ha affidato l’incarico a un perito della polizia scientifica di Roma relativo all’incidente probatorio che verrà realizzato nell’ambito del procedimento. L’esperto dovrà confrontare le tracce di Dna prelevate da una macchia di sangue trovata su un sedile della vettura di Cosima Serrano con il Dna della vittima e di Michele, Cosima e Sabrina Misseri e quelle di due congiunti. Già, perchè dopo l’omicidio,  Michele Misseri sarebbe stato aiutato da suo fratello Carmine Misseri, ed un nipote di quest’ultimo, Cosimo Cosma, per disfarsi del cadavere.  I tre insieme alle due donne sono accusate anche della soppressione del cadavere. Il corpo di Sarah fu ritrovato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre del 2010 in fondo ad una cisterna nelle campagne di Avetrana.

Tra gli imputati figurano anche quattro legali accusati a vario titolo di favoreggiamento personale, intralcio alla giustizia, soppressione di atti veri e infedele patrocinio, e quattro presunti favoreggiatori del fioraio di Avetrana Giovanni Buccolieri, che aveva sostenuto delle dichiarazioni successivamente sostituite incredibilmente dal credere che tutto fosse stato un sogno.

La requisitoria nell’udienza preliminare riprende pochi giorni dopo le ultime affermazioni del Misseri, scritte nere su bianco sul suo memoriale, dove nuovamente si proclama unico colpevole dell’omicidio. Si prospetta un lungo processo, nel quale non mancheranno colpi di scena, confusioni e a quanto pare anche vividi lavori di fantasia.

Alessandra Scarciglia

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