CREMA, 18 OTTOBRE – Continuano le notizie sul caso di Crema, che vede coinvolte mamma Claudia e la figlioletta Livia di appena due anni.

Inizialmente, dopo quel terribile 20 luglio, dove le due morirono in casa asfissiate, si era pensato ad un omicidio-suicidio. Ora la svolta: sarebbe un duplice omicidio, firmato Maurizio Iori, primario di oculistica, amante della donna. Si sentiva minacciato per la sua reputazione, non voleva avere responsabilità e affettive e economiche nei confronti di questa bambina avuta illegittimamente.

Ora il colpo di scena: è stata trovata una lettera che inchioderebbe definitivamente il dottore. Si stava aspettando la verità, che prima o poi sarebbe venuta a galla, e proprio una lettera della donna inchioda l’amante, una lettera severa, dove lei raccontò tutta la verità sulla loro storia e la loro bambina riconosciuta da poco. “Volevi che abortissi, ma Livia merita un vero padre”.

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Parole agghiaccianti quelle di Claudia Ornesi,che chiedeva solo che sua Livia avesse la stessa dignità che il dottore Iori riservava ai suoi figli legittimi, quelli avuti con la moglie.”Mi ricordo come fosse adesso – scrive ancora Claudia, la sera in cui mi hai fatto piangere minacciandomi con queste parole: se fai del male ai miei figli te la faccio pagare a te e a quella lì,quella lì è tua figlia”.

Una lettera di una donna innamorata, ma frustrata, delusa dal suo uomo e dal destino, dal non poter mettere al fianco di sua figlia un vero padre, come d’altronde lui lo era per tutti i suoi figli legittimi. Colpevole solo di aver sognato un futuro giusto per la sua bambina, senza disparità con i suoi fratelli.

La lettera sarebbe stata scritta il 30 giugno e consegnata all’uomo il 12 luglio. Decide allora di comprare le bombole di gas da campeggio, poi ritrovate nell’appartamento di Claudia, e servite per asfissiare le vittime.

Il 20 luglio Iori si presenta a casa dell’ex amante dopo averle preannunciato una cena a base di sushi e di salse esotiche che lui di persona avrebbe cucinato portando dei fornelletti da casa. «Strano, Maurizio non ha mai preparato da mangiare e poi non gli piace il pesce…» confida Claudia alla madre poche ore prima della tragica ultima cena. Lei, per quell’appuntamento sceglie il vestito buono, si fa consigliare sugli orecchini da abbinare. Sono gli stessi che le troveranno indossati sul letto, priva di vita.

La mamma della vittima, Pasqua Ornesi, non ha dubbi: “è stata la lettera a causare l’ira e l’istinto omicidio del medico, una lettera nella quale veniva solo esplicitata una sofferenza continua e alla quale lui ha voluto rispondere con un gesto estremo, ponendo fine alla vita di una donna, che forse in passato aveva amato e della sua piccolina, che ormai gli stavano troppo scomode”.

Alessandra Scarciglia