CREMA, 17 OTTOBRE – Il primario di Crema, l’oculista Maurizio Iori, accusato dell’omicidio dell’ex amante  e della figlia di appena due anni, aveva chiesto al suo avvocato di riavere al più presto la casa di sua proprietà in cui vivevano la donna , Claudia Ornesi e la piccola Livia.

“Sono passati due mesi, quando si potrà riavere questo immobile?”: con queste parole Maurizio Iori si rivolge al suo avvocato, Marco Giusto, ricordandogli che ormai “era passato già troppo tempo”.  L’avvocato Giusto concretizza la richiesta del suo cliente e deposita al tribunale di Crema l’istanza di dissequestro dell’appartamento. Ma intanto Maurizio Iori viene arrestato: “Non solo ci battiamo per dimostrare la sua innocenza ma dico anche che se lui avesse avuto il minimo sentore delle manette imminenti non sarebbe andato a stuzzicare l’autorità inquirente chiedendogli il dissequestro di un immobile”, dichiara l’avvocato difensore Marco Giusto.

Un  parente, che chiede di restare anonimo, ha dichiarato che Claudia non aveva solo chiesto a Maurizio Iori pari dignità con i figli avuti dai precedenti matrimoni e la piccola Livia, Claudia “aveva chiesto che lui mantenesse la loro figlia fino ai 18 anni, studi compresi”.

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Maurizio Iori intravede nelle richieste della donna una minaccia alla sua reputazione e al suo equilibrio familiare,  ma soprattutto un prezzo troppo alto da pagare, in termini di soldi. E’ al vaglio degli inquirenti anche la situazione economica dell’accusato. L’interrogatorio di garanzia  a carico dell’imputato, potrebbe avvenire nella giornata di oggi; il suo legale resta comunque in attesa di una comunicazione ufficiale.

Tanto dolore nelle parole del padre di Claudia Ornesi:  “La cosa più importante, per noi, la cosa che ci dà un po’ di forza in questo momento di grandissimo dolore è sapere che nostra figlia non è un’assassina”.

Sabrina Brandone