ROMA, 15 OTTOBRE – La manifestazione degli indignados a Roma, iniziata con musica e slogan di pace e  speranza è sfociata in una vera e propria guerriglia. Un violento blitz da parte dei black bloc ha seminato panico e terrore per le strade di Roma: vetrine distrutte, lancio di pietre e molotov, con un blindato in fiamme.

Quattro anarco-insurrezionalisti sono stati denunciati nella tarda mattinata, a poche ore dall’inizio del corteo degli Indignati. Portavano dentro i loro zaini caschi da motociclista, maschere anti gas, biglie di vetro, piede di porco e bottiglie di vetro.

I partecipanti alla manifestazione, indignati dall’azione violenta da parte dei teppisti, cercano di aiutare le forze dell’ordine per bloccare i violenti che stanno trasformando la manifestazione in una vera e propria guerriglia. La presenza delle forze dell’ordine viene accolta con sollievo e applausi. Un centinaio di giovani  si sono arroccati sotto la statua di San Francesca a Roma e urlano “No violenza”, contro i teppisti che distruggono. Intanto continuano le cariche e l’uso degli idranti contro i violenti.

Tanti i blindati che accorrono nei vari punti della città per disperdere i teppisti, che rispondo con lanci di bottiglie e pietre. Un manifestante è stato trasportato in ospedale con gravissime ferite provocate dallo scoppio di un petardo. Non  ancora chiara la dinamica dell’incidente.

“Andate via! Non vogliamo la vostra violenza”: i dimostranti pacifici hanno allontanato dal corteo un gruppo di giovani incappucciati, che si dirigevano verso Piazza Venezia, dove sono schierate la forze di polizia. Altri atti violenti di teppismo in via Cavour dove sono state incendiate auto, mentre continuano gli scontri tra incappucciati e polizia, con lanci di fumogeni e bombe carta.

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Alcuni violenti hanno dato alle fiamme le bandiera dell’Italia e quella dell’Unione Europea, mentre un altro gruppo di teppisti si è improvvisamente staccato dal corteo per devastare una vetrina di una banca con un palo della segnaletica stradale. Immediato l’intervento della polizia, che ha subito allontanato i violenti.

Oggi sarebbe dovuta essere la “Giornata della rabbia” contro il sistema finanziario e le politiche economiche, dove ragazzi muniti di zaini e sacco a pelo, avrebbero percorso le vie della città tra canti e balli, slogan di pace e speranza. Per mano di un gruppo di Total Black la giornata degli Indignados, in contemporanea mondiale all’insegna dello slogan “United for GlobalChange”, si è trasformata in una vera e propria guerra.

Sabrina Brandone