ROMA, 15 OTTOBRE Nuovo blitz dei black bloc: 300 caschi neri hanno distrutto le telecamere di sicurezza di Palazzo Manfredi, lanciando bombe carta e lasciando scritte rivoluzionarie sui muri. Il gruppo di violenti ha poi sfondato le vetrine e dato fuoco all’agenzia Manpower, impedendo le riprese ai reporter presenti sul posto. VIA CAVOUR: BLACK BLOC IN AZIONE

Pochi istanti dopo vengono incendiate due auto in via Labicana. Presa d’assalto una Caserma abbandonata. I Black Bloc continuano a scagliare un numero imprecisato di bombe carte: a Roma, ormai, è esplosa una guerriglia urbana. Il blitz dei BB prosegue, successivamente, con l’assalto alla Banca Popolare del Lazio, ubicata al piano inferiore di un palazzo romano ottocentesco. Gli obiettivi dei facinorosi sembrano mirati: banche e agenzie di lavoro.

Il momento è di estrema tensione: la folla fugge in direzione opposta al fronte del corteo. L’epicentro delle violenze è, adesso, l’incrocio tra via Sasso e via Labicana, all’imbocco di Piazza San Giovanni.

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INIZIA LO SCONTRO IN PIAZZA SAN GIOVANNI – Mentre l’ennesima auto di grossa cilindrata va in fiamme, arrivano le forze dell’ordine. I manifestanti, in preda al panico, fuggono in tutte le direzioni: la furia della folla potrebbe travolgere del persone.

Rovesciati e incendiati numerosi cassonetti: i black bloc creano una barricata all’altezza della Banca Etruria, ma inizia la carica della Polizia. Il fumo dei lacrimogeni invade la via, l’aria è irrespirabile. Le forze dell’ordine arretrano spaventate dall’avanguardia del fronte violento. Un poliziotto rimane lievemente ferito, mentre i black bloc circondano le forze dell’ordine, ormai strette in una morsa e vessate da violente sassaiole e lanci di bombe carta.

In piazza San Giovanni arriva, a supporto della Polizia, la Guardia di Finanza: iniziano lo scontro frontale con i black bloc.

Redazione