ROMA, 14 OTTOBRE – La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a  giudizio per il Direttore del Tg1 Augusto Minzolini, per l’inchiesta sulle spese tramite carta di credito aziendale. Per Minzolini il reato contestato è peculato.

I Pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per Augusto Minzolini, Direttore del Tg1, con l’accusa di peculato per aver compiuto spese non autorizzate, per circa 65 mila euro, utilizzando la carta di credito aziendale assegnatagli dalla Rai. Nel mese di febbraio la procura della Corte dei Conti aveva aperto un’istruttoria in merito ai movimenti bancari, ritenuti sospetti e di sostanziale importanza, indagando Minzolini per peculato.

“Tenendo conto come vanno le cose in questo paese e che l’esposto da cui nasce la vicenda porta la firma dell’ex Pm Antonio Di Pietro, me lo aspettavo. Io comunque sono tranquillo e ho la coscienza a posto su una vicenda che ho già chiarito con l’azienda”. Queste le parole del Direttore Augusto Minzolini, dopo la richiesta di rinvio a giudizio.

Immediata la richiesta di dimissioni del Direttore Minzolini da parte del Presidente della Camera Gianfranco Fini che giudica “intollerabile la faziosità del suo telegiornale. C’è un limite a tutto, anche all’indecenza”. La richiesta di Fini, particolarmente irritato, nasce dalla messa in onda di servizi trasmessi nelle edizioni della sera, dove il Presidente della Camera è accusato di “aver dato interpretazioni regolamentari non al di sopra le parti”. Fini precisa che nei confronti del Tg1 si riserva di tutelare la propria onorabilità in sede giudiziaria e professionale.

Il Presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli interviene sulla protesta di Fini contro il Tg1, con un richiamo alla responsabilità, appellandosi al Presidente Napolitano. “Interpellerò i Capigruppo della Commissione al fine di corrispondere, e con quali modalità, agli interrogativi di carattere istituzionale che si pongono alla Rai”, così Zavoli in una nota all’ANSA.

Sabrina Brandone