BOLOGNA, 13 OTTOBRE – La Motor Valley è un’area geografica localizzata nel territorio emiliano interamente dedicata alle attività connesse ai motori, dalla produzione alle manifestazioni sportive. Oggi la “terra dei motori”, un fallimento dopo l’altro, sta scomparendo.

Negli ultimi tre anni, infatti, importanti aziende – tra cui Malaguti, Verlicchi e Paioli Meccanica – hanno chiuso. Su cinquemila operai, seicento hanno perso il lavoro e quasi duemila sono in cassa integrazione straordinaria – ultimo stadio degli ammortizzatori sociali -. “Dopo una vita a lavorare in fabbrica ricomincio da zero con le agenzie interinali e lo stipendio degli inizi”, spiega rassegnata una delle operaie.

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La crisi prosegue e l’assessore Gian Carlo Muzzarelli ha dichiarato: “Non accetteremo licenziamenti, metteremo risorse per sostenere le due ruote”, ma ormai è tardi e già si prepara la mobilitazione. Il 21 ottobre, in occasione dello stop nazionale di otto ore del gruppo Fiat contro l’uscita da Confindustria, a Bologna è stato indetto uno sciopero generale degli operai delle aziende del settore (Ducati, Minarelli, Magnetti Marelli, Breda Menarini). Altri scioperi sono previsti tra ottobre e novembre per protestare contro l’articolo 8 e la manovra finanziaria.

Giulia Taurino