MILANO, 12 OTTOBRE – È  un Gasp politically correct quello che, ai microfoni Rai nella trasmissione 5minuti di recupero del 10 ottobre, parla per la prima volta da quando non siede più sulla panchina dell’Inter (chissà se il suo sostituto Ranieri si ritroverà ad essere scaramantico, visto che è da poco diventato il 17esimo allenatore in quasi 17 anni di gestione Moratti).

Nulla a che fare con il tono secco e perentorio, senza peli sulla lingua dell’altro ex Rafa Benitez che ai microfoni di Sky, lo scorso 5 ottobre ha tuonato cosi contro la Società Inter e il suo presidente: “Hanno buttato via milioni per prendere 3 allenatori… Resta un problema del Presidente Moratti….la verità è che sta sbagliando spesso”.

Molto più diplomatico Gasperini che respinge il paragone con la situazione vissuta dallo spagnolo ma non allontana le responsabilità di quella che definisce brutta figura da se stesso e dalla società. I vari “c’era scetticismo” o “ …mai stato condiviso da società e presidente” danno il senso di un ex allenatore intimamente deluso da un ambiente che non lo ha accettato mai a pieno e non lo ha messo da subito in grado di lavorare. È lui stesso a dichiarare come si fosse creata una “situazione strana prima dell’inizio del campionato” con le incertezze sul futuro di Sneijder e la partenza di Eto’o; il “purtroppo non eravamo pronti” poi suona come una resa di fronte a una realtà ineludibile che ha contribuito al misero rollino di marcia dell’inter targata Gasp (1 punto in 3 partite di campionato disputate più una sconfitta in Champions con il modesto Trabzonspor).

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ERA RANIERI E MERCATO – Ora l’Inter riparte da Claudio Ranieri, più difensivista e specializzato nell’opera di salvataggio della barca che affonda (basta ricordare cosa fece 2 anni fa alla Roma) aiutato magari da qualche ritocco in corso d’opera di una rosa che pare avere molte falle. Tuttosport parla, in vista del mercato di gennaio, di un interesse per l’esterno dell’Udinese Isla e soprattuto per il trequartista sloveno Josep Ilicic che a Palermo doveva essere l’erede designato di Pastore, costretto da Mangia a riscoprirsi esterno di centrocampo del suo 4-4-2 per non finire in panchina. Quello che i tifosi nerazzurri sperano è di tornare quanto prima a collezionare vittorie e di lasciarsi alle spalle le Brutte Figure.

Andrea Marra – Bnsport