BOLOGNA, 11 OTTOBRE – Lo studio è stato realizzato compiendo dei test su individui sani e su pazienti con una rara forma di amnesia. La scoperta potrebbe dare risposte anche sull’Alzheimer. Scoperti i “neuroni della memoria” che permettono di ripercorrere il nostro passato. Lo studio è stato realizzato da un gruppo di ricercatori del team di Thorsten Bartsch dell’Università di Kiel, in Germania.

Effettuando dei test su individui sani e su pazienti con una rara forma di amnesia mentre erano sottoposti a risonanza magnetica, è emerso che un gruppetto di neuroni presenti nell’ippocampo, chiamati CA1, è risultato essere fondamentale per “viaggiare nel tempo”.  E’ risultato poi che i pazienti affetti da amnesia avessero delle lesioni neurali proprio a carico di queste cellule. FOCUS SALUTE: TUMORI ALL’UTERO

Nel corso dell’analisi dei test sui pazienti volontari, i ricercatori hanno testato la loro memoria chiedendo loro di rievocare eventi della loro vita, viaggi, ricordi familiari, risalendo anche a quarant’anni prima. Ne è scaturita l’attività fondamentale dei neuroni CA1, che costituiscono le fondamenta della consapevolezza di se, costruita appunto attorno ai ricordi di una vita. Questo suggerisce che i neuroni potrebbero avere un molto ruolo importante per ciò che riguarda la nostra capacità di ricordare eventi del nostro passato.

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Inoltre la scoperta potrebbe migliorare la comprensione dell’amnesia che colpisce gli individui malati di Alzheimer, la forma più diffusa di demenza senile, poiché la degenerazione dei neuroni CA1 è stata riscontrata anche nei pazienti all’esordio della malattia. Di conseguenza la ricerca potrebbe rivelarsi importante anche per comprendere meglio i meccanismi d’innesco di questa patologia neurodegenerativa

Sabrina Brandone