ROMA, 10 OTTOBRE – E’ finito nel caos il debutto del censimento 2011, dal web impietosamente ribattezzato il «CensiLento». Il fatidico 9 ottobre è stato segnato da disagi e disservizi, ma il flop era annunciato. Le prime avvisaglie erano arrivate insieme ai plichi nelle case dei cittadini: a migliaia hanno provato a telefonare al numero verde perché le domande risultavano troppo complesse. Ma già nella scorsa settimana era difficile riuscire a prendere la linea. E ieri il sistema è andato al collasso.

Eppure la prima raccomandazione da parte dell’Istat è stata quella di inviare il censimento tramite internet, all’insegna dell’innovazione. Ma così non è stato. Ieri mattina infatti gli accessi hanno raggiunto quota 500 mila contemporaneamente, un peso evidentemente non previsto che ha obbligato la Telecom a potenziare la linea. Inevitabile la protesta degli utenti del web: gli internauti, infatti, si sono scatenati in una serie di pungenti commenti come «CensiLento», «date da mangiare ai criceti per il server» e, nei casi andati a buon fine, «è stata dura ma alla fine ce l’ho fatta» all’indirizzo dell’Istat che dalle pagine del sito si scusava per i disagi.

È obbligatorio per i cittadini rispondere, e rispondere «correttamente», al questionario sul censimento. Chi non ottempera a questo obbligo (fissato da un decreto legislativo del 1989, n. 322) incorre in una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.065. Le multe vengono emesse solo se – dopo una procedura di accertamento – si rileva che il rifiuto a rispondere alle domande è netto e «consapevole». Stesso trattamento è previsto per chi volontariamente risponde in modo errato alle domande col rischio così di alterare i risultati della rilevazione.

VIDEO | Censimento online 2011: istruzioni per l’uso

Nicola CELENTANO