ROMA, 9 OTTOBRE – Il giornalista Andrea Pesciarelli, 47 anni, “Pescia” per gli amici, è morto nella notte di venerdì a Roma. Il suo scooter si è schiantato contro un albero sul Lungotevere delle Armi, all’altezza del quartiere Prati. Nessun altro veicolo è stato coinvolto nell’incidente. Era tardi, l’una e mezza di notte. È stata un’ambulanza del 118 che transitava da quelle parti a vedere una persona a terra, e a fermarsi. Ma qualsiasi soccorso era ormai inutile. Gli agenti della polizia municipale che sono intervenuti non hanno trovato testimoni. La dinamica non è quindi accertata, ma pare che Pesciarelli abbia perso il controllo della sua moto. Come e perché non si comprende ancora.

Il giornalista, volto familiare del telegiornale Mediaset, romano di Monterotondo, lascia la moglie e due figlie, oltre che un gruppo di colleghi da cui era molto amato, e che rappresentava davanti all’azienda come membro del comitato di redazione. La seconda e terza carica dello stato, Renato Schifani e Gianfranco Fini, hanno scritto lunghi e commossi comunicati di condoglianze, e a loro si sono uniti ministri, sottosegretari, numerose segreterie politiche, dal Pdl al Pd all’Italia dei Valori. Anche se, poi, Pesciarelli i politici li aveva presi in giro, senza distinzione di parte, in un recente libro edito da Gremese “Politici, inguaribili bugiardi” scritto con Gerardo Antelmo. Berlusconi, Vendola, Bocchino, nessuno si era salvato: tutti erano stati punzecchiati sulle loro incoerenze.

Nicola Celentano