SAN GIOVANNI VALDARNO, 6 OTTOBREAllison Owens è stata travolta da un auto pirata mentre tornava a casa. È questa l’ipotesi che spiegherebbe la morte della giovane guida turistica americana, il cui corpo è stato ritrovato ieri in un canale di San Giovanni Valdarno, dopo tre giorni di ricerche. Ma la ricostruzione, finora l’unica possibile, si tinge di giallo.

I dubbi. Continuano ad avvicendarsi le diverse opinioni sulla veridicità dell’incidente ipotizzato dagli addetti ai lavori. Tra i residenti aleggia un forte dubbio sulla possibilità che un tale impatto, avvenuto su una strada così trafficata come la statale 69, non sia stato avvertito né dalla strada, né dalle abitazioni. Le uniche testimonianze a riguardo, vengono da due persone che avrebbero sentito una frenata ed un botto nel pomeriggio di domenica, momento in cui Allison, secondo la ricostruzione, veniva investita e catapultata al di là del guardrail, raggiungendo il canale dove il suo corpo, già senza vita, avrebbe terminato la caduta. Per i carabinieri, la testimonianza avvalora la tesi dell’incidente, così come il ritrovamento di schegge di vetro tra i capelli della ragazza, e il reperimento di un pezzo di carrozzeria di una vettura nel fossato dove è stato trovato il corpo. È caccia al conducente, accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo.

L’arrivo della madre. La madre di Allison è arrivata ieri mattina all’aeroporto di Firenze, ancora ignara del ritrovamento del cadavere, ed ha poi raggiunto il comando provinciale dei carabinieri di Arezzo, che hanno provveduto a mettere al corrente la donna della tragica scoperta. Ad identificare il corpo ci hanno pensato le amiche che la ospitavano a San Giovanni Valdarno.

L’autopsia. Ieri sul corpo della ragazza è stata eseguita una TAC “total body”, che ha evidenziato un trauma cranico e alcune ecchimosi nella parte alta del corpo, ma sarà solo l’autopsia, attualmente in corso, a fare finalmente chiarezza sulla tragedia. Nel pomeriggio sono attesi i risultati.

Luciano Cangianiello