SEATTLE, 6 OTTOBRE Amanda è stata ingenua, e Perugia aveva bisogno di un colpevole. È per questo che è stata trattata come il mostro di Firenze. A Dirlo è Kurt Knox, il padre di Amanda, reduce da un’intervista a la Repubblica nella quale riversa il suo rancore per le istituzioni italiane.

Il mostro. A detta sua Amanda avrebbe pagato “per una questione di soldi”. Sì, perché Perugia, una città universitaria “perbene”, non poteva permettersi la cattiva pubblicità di un assassino in libertà, per cui la fretta di trovare un colpevole avrebbe messo sotto pressione la polizia, che in uno dei primi interrogatori non ha esitato ad usare le maniere forti, nel tentativo di far confessare l’omicidio alla ragazza. “Mia figlia – aggiunge Kurt – è stata venduta subito alla stampa”.

Ingenua. E pensare che dopo il delitto i genitori le avevano suggerito di tornare in America, ma lei, con ingenuità, aveva deciso di restare e collaborare, sfoggiando quel sorriso che è sempre stato la sua arma principale, “tutto questo è stato utilizzato per costruirle addosso quel personaggio che non era. La party girl: ma qui non aveva neppure l’età per andare al bar”.

See you later. La Procura, poi, avrebbe usato le stesse tattiche adoperate contro il mostro di Firenze. A dimostrarlo, l’interpretazione forzata di quel “see you later” che Amanda rivolse a Patrick Lumumba, che in inglese “non è mica la certezza di un appuntamento. È un saluto: ci si vede. Come si fa a considerarlo una prova di un’intesa?”.

L’intervista, infine, si conclude con gli elogi alla giustizia italiana, che ha fatto luce sulla vicenda dimostrando il buon funzionamento del sistema. Kurt Knox adesso penserà solo a recuperare il tempo perso, a cominciare dalla prima bicchierata, che in America si fa a 21 anni, “voglio prendermi Amanda e restituirle anche questo rito che le era stato rubato. A che età cominciate in Italia?”.

Luciano Cangianiello