BOLOGNA, 06 OTTOBRE – Il giorno 5 ottobre 2011, sulla homepage della Apple, c’è una foto di Steve Jobs (1955 – 2011). Cliccando sopra l’immagine appare una frase: “Apple perde un genio creativo e visionario, e il mondo ha perso un formidabile essere umano”.

L’azienda annuncia così la morte del suo fondatore Steve Jobs, che lo scorso 25 agosto si era ritirato da amministratore delegato. Quarantuno giorni dopo aver dato le dimissioni, muore, a 56 anni, di cancro al pancreas. Lottava contro la malattia già da anni e nonostante questo era rimasto in attività fino all’ultimo, presentando personalmente il nuovo iPad2.

Steve Jobs: sognatore, inventore, icona di un secolo. Il genio dell’hi-tech, l’inventore del Macintos, l’uomo che è riuscito a cambiare l’industria dell’informatica e non solo è morto.

I fan accorrono in processione negli Apple store di tutto il mondo. A New York City hanno acceso candele, portato fiori, una mela e un iPod Touch. A San Francisco, sugli schermi degli iPad compare il ritratto in bianco e nero di Jobs.

Anche l’Italia omaggia il profeta: sulla parete di vetro del tempio Apple più grande d’Italia, aperto da meno di un mese a Bologna, compaiono biglietti d’addio. Un post-it recita la celebre frase: “Si dice che il mondo sia stato cambiato da tre mele: la mela di Adamo ed Eva, la mela di Newton, la mela di Steve Jobs”. Altri invece hanno preferito lasciare un messaggio privato in una busta. Qualcuno, poi, ha attaccato una delle pubblicità più note della Apple, con Alfred Hitchcock e lo slogan “Think different”. Per ora, ha spiegato il personale del negozio, non sono in programma iniziative particolari, ma su tutti i dispositivi mac esposti viene visualizzata l’homepage di Apple.

Mentre qualche fanatico new age si aggira tra Mac, iPod, iPhone, iPad ricordando l’apertura dell’Apple store bolognese avvenuta sabato 17 settembre, il discorso di Steve Jobs alla Stanford University fa il giro del web – Facebook, Twitter, Google + – e diventa un culto.

L’ultimo augurio? Siate affamati, siate folli.

di Giulia Taurino