ATENE, 6 OTTOBRE – Giornata ad alta tensione ieri nel Paese. Durante la manifestazione di piazza per lo stop indetto contro la manovra di austerity del governo, si sono verificati degli incidenti, dove due manifestanti sono rimasti feriti con lo scontro della polizia in tenuta antisommossa.

Lo scontro è avvenuto nella centralissima piazza Syntagma, davanti al parlamento: un gruppo di giovani manifestanti, usciti all’improvviso dalle fila della manifestazione, ha lanciato sassi e bottiglie contro i poliziotti che hanno risposto con candelotti lacrimogeni. Sino allora la manifestazione era stata pacifica.

I testimoni hanno riferito che la polizia ha inseguito gli assalitori fino alla metropolitana, che si trova di fronte al palazzo del parlamento.

Migliaia di lavoratori hanno sfilato contro per le ultime rigide misure di austerità, decise dal governo di Atene per cercare di risanare la stremata economia della Grecia. Giovani e pensionati insieme marciavano fino al centro di Atene chiedendo che “siano i ricchi a pagare”.

E’stata una giornata molto pesante per la Grecia a causa dello sciopero generale di 24 ore, indetto dai due maggiori sindacati della Grecia: l’Adeby, di cui fanno parte i dipendenti statali, e la Gsee, rappresentante del settore privato.  Uno  sciopero generale proclamato contro l’ennesima e drastica manovra aggiuntiva varata dal governo per incassare la sesta tranche di aiuti dalla comunità internazionale.

Nonostante i tagli degli ultimi anni, il governo ha ammesso che mancherà gli obiettivi di disavanzo anche per il 2011, annunciando nuove misure. Notizia che ha suscitato aspre proteste tra i lavoratori statali, già abbastanza provati da mesi di ristrettezze e difficoltà: “Non m’interessa se finiamo in bancarotta, ci siamo già, l’unico che deve realizzarlo è lo Stato, noi abbiamo già perso tutto”, ha commentato un manifestante. “Ci sentiamo ingannati”, aggiunge con voce rabbiosa un giovane unitosi al coro di proteste.

Si sono fermati i mezzi di trasporto pubblico, ma anche aeroporto e ospedali, offrendo solo servizi di emergenza.  Tutti i siti archeologici sono rimasti chiusi a causa della partecipazione allo sciopero dell’Associazione Guardiani delle Antichità.

Alla manifestazione hanno partecipato anche insegnanti e maestri delle scuole elementari, personale scolastico e professori universitari, protestavano contro il rincaro dei testi scolastici e per la mancanza del personale insegnante. Ma anche avvocati e lavoratori portuali. Tutti uniti contro l’insostenibile crisi che sta portando la Grecia verso l’inferno.

Sabrina Brandone