LONDRA, 6 OTTOBRE – Amanda Knox è libera solo da poche ore e già cominciano ad emergere particolari notizie e dettagli circa i quattro anni di permanenza che la ragazza ha vissuto in carcere. Le prime indiscrezioni spuntano in primissima pagina da Londra sul “The Sun” che butta in prima pagina i diari che la Knox ha scritto in prigione.

Prepariamoci quindi a “le mie prigioni” versione Amanda Knox.

Tra le varie cose che stanno circolando nelle ultime ore si vocifera di un caso abbastanza preoccupante che riguarda il vicecapo del carcere di Capanne di Perugia, Raffaele Argiro. Dalla pagine del diario di Amanda si percepisce che il vicecapo avesse una fissa per il sesso e che le domandasse sempre con chi avesse fatto sesso e cosa le piacesse fare tra le lenzuola.

Delle indiscrezioni forti, che Argiro ha immediatamente smentito tramite l’Ansa, smentendo così anche di aver mai confermato queste cose al giornale inglese.

Dal “The Sun” si leggono dettagli chiari: “Era fissato col sesso. Con chi l’ho fatto e come mi piace farlo” queste sono le parole estrapolate dai diari di Amanda, che racconta poi che Argiro l’accompagnava sempre a tutte le visite mediche, ben due volte al giorno e che la sera si ritrovava con lui al terzo piano, in un ufficio completamente vuoto, per scambiare quattro chiacchiere.

Il racconto di Amanda, tratto dalle pagine dei suoi diari, continua così: “Quando gli ripetevo che dell’omicidio di Meredith io non ne sapevo nulla, cercava di parlarmi di lei o di portarmi verso l’argomento sesso“.

Argomenti che Amanda ha vissuto inizialmente con sorpresa, per poi comprendere che questi atteggiamenti forse erano solo un modo per provocarla, per testare la sua personalità e per comprendere il suo carattere di assassina. Queste sono le idee che si è fatta Amanda dinanzi alle strane domande del vicecapo Argiro.

Lo stesso Argiro contattato dal “The Sun” ha confermato di aver chiesto ad Amanda, in privato, solo il numero dei suoi amanti per poi continuare affermando: “era sempre lei che iniziava a parlare di sesso“.

Sempre Argiro ha poi confermato di essere con Amanda quando è stata sottoposta al primo testo Aids, nonostante non potesse essere li presente con la detenuta, ma si difende affermando: “I medici mi hanno voluto li in caso di una reazione violenta“.

Se queste sono le parole di Argiro non è dato saperlo, visto che lo stesso vicecapo del carcere ha subito replicato all’Ansa: “Non è assolutamente vero nulla di tutto questo“, per poi affermare di non aver mai dato conferma di nulla al tabloid inglese.

A chi bisognerà credere? Siamo solo alla prima nuova pagine di quello che sarà un nuovo caso mediatico per lunghissime settimane.

Emanuele Ambrosio