MONTECATINI, 5 OTTOBRE – Internet unisce tutti. Lega indissolubilmente le nostre esistenze, catapultandoci istantaneamente, all’interno delle realtà più disparate, pubbliche e private. Così può capitare di ritrovarsi davanti ad uno schermo a leggere, carichi di commozione, della morte di una persona che non abbiamo mai visto né conosciuto ma che sentiamo vicina. Voglio essere onesto: prima di stasera non sapevo chi fosse Anna Lisa Russo. L’ho scoperto oggi, informandomi della sua vita, del suo Blog (http://annastaccatolisa.splinder.com/), del cancro che l’ha portata via. Adesso sono commosso davanti ad una storia che mi ha umanamente scosso. E’ impossibile rimanere indifferenti a tanta sofferenza, e mi vengono in  mente le parole di John Donne, che in un suo famoso poema scriveva:

Nessun uomo è un’isola,
completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l’Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell’umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.

Oggi la campana è suonata per Anna Lisa Russo, che nel suo Blog(“ Ho il cancro”) aveva deciso di condividere con tutti noi ciò che le stava capitando: “Mi chiamo Anna staccato Lisa, ho 33 anni, sono nata e abito in Toscana.
Nel 2008, all’età di 30 anni, avevo un lavoro che tutto sommato mi piaceva, un fidanzato fantastico conosciuto da soli sei mesi, tante amicizie meravigliose e un rapporto stupendo con la mia Mamy.
Ero in ottima forma fisica, facevo regolarmente sport ed ero corteggiatissima, coltivavo i miei hobbies, ridevo, mi divertivo, viaggiavo, sognavo, raccontavo la mia vita sul blog, facevo progetti e stavo bene: era decisamente un periodo positivo, tranquillo, sereno.
Poi, il 21 novembre 2008, mi hanno diagnosticato un tumore al seno.
Per oltre un anno ho lottato contro quel cancro cattivo, aggressivo, “vivace” (come lo definì poi il mio chirurgo), contro la “bestiaccia” come la chiamo io. Ho fatto 11 cicli di chemio e due interventi. Ho combattuto tanto, è vero, ho sofferto, ma ho anche raccontato e condiviso tutto e proprio grazie alla mia mamma, al mio fidanzato, alle mie amicizie, ai miei affetti e al mio blog, posso dire di avere avuto un grande aiuto. Lo diceva anche Shakespeare: “Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono, l’animo può superare molte sofferenze.”
Nel marzo del 2010, all’età di 32 anni, quando avevo ricominciato a prendere in mano la mia vita, mi hanno diagnosticato una seconda “bestiaccia”: metastasi ai polmoni e ai linfonodi del torace. Ho fatto altra chemio, ho fatto radioterapia e terapia ormonale. Ho dovuto fare trasfusioni di sangue, di piastrine. Ho preso e sto prendendo una marea di farmaci, ma nonostante tutto so che non potrò mai guarire. Non ci sono cure, non ci sono terapie per il mio cancro. Posso solo sperare di cronicizzare la malattia, di conviverci.
E quindi continuo a lottare, continuo a condividere, continuo a raccontare la malattia sul mio blog e continuo a considerarmi una malata coccolata, viziata, amata e fortunata. E se la “bestiaccia” è così vivace… beh, io lo sono di più.”

Purtroppo Anna Lisa non ce l’ha fatta, nonostante tutto l’amore da cui era circondata, la “bestiaccia” ha vinto. E’ venuta a mancare poco dopo l’una di notte all’hospice cure palliative di Livorno, dov’ era ricoverata. Lascia la famiglia, gli amici, l’amato Andrea, col quale si era voluta sposare, in fretta e furia, a ferragosto scorso, e le migliaia di persone che a modo loro, attraverso il web, le hanno voluto bene.

Stefano Chessa