BOLOGNA, 5 OTTOBRE – Dura reazione di Wikipedia Italia contro il ddl intercettazioni. Il testo, discusso oggi alla Camera, sarebbe un attentato alla libertà e all’indipendenza dell’informazione. L’”Enciclopedia libera” non ci sta, e oscura i propri contenuti in segno di protesta.

Negli anni Wikipedia è diventata il punto di riferimento dell’informazione libera e neutrale, con i suoi approfondimenti redatti dagli utenti stessi e le sue notizie soggette ad un efficace sistema di verifica. Ora la libertà, la neutralità e la veridicità su cui il sito ha fondato il proprio lavoro, rischiano di essere messe in pericolo dal ddl in materia di intercettazioni.

L’articolo 29 del suddetto decreto prevede la possibilità, per chi giudichi un’informazione lesiva per la propria immagine, di imporne la rettifica, senza la possibilità per la testata, il blog o il sito informatico di appellarsi ad un Giudice terzo ed imparziale che verifichi non solo l’effettiva lesività, ma anche la veridicità dell’informazione. In pratica, se il decreto passasse, chiunque potrebbe riscriversi la vita, censurando tutte le informazioni non gradite sul proprio conto, sebbene veritiere.

Il cittadino, come fa notare Wikipedia nel comunicato posto nella home page, è già ampiamente tutelato dal codice penale, che punisce il reato di diffamazione. Il ddl, allora, diventerebbe solo un subdolo sistema di autocensura, che indurrebbe i siti di informazione ad evitare di pubblicare notizie sul conto di alcuni personaggi per evitare alcun tipo di problema.

Attualmente non è chiaro ancora se l’”Enciclopedia libera” rientri effettivamente nei “prodotti di tipo editoriale” enunciati nel ddl, ma è probabile che un’interpretazione della legge potrebbe includerla tra gli eventuali imputati.

La “fonte del sapere” per milioni di utenti resta, per ora, inaccessibile.

Luciano Cangianiello